<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371</id><updated>2012-02-20T10:18:38.768-08:00</updated><category term='Sud Sudan'/><category term='carità'/><category term='eni'/><category term='Sudan'/><category term='AGIRE'/><category term='democrazia'/><category term='Petrolio'/><category term='politica'/><category term='Bengasi'/><category term='nazionalisti'/><category term='Egitto'/><category term='jihad'/><category term='Risorse'/><category term='emergenze'/><category term='franco cardini'/><category term='Guerra'/><category term='fratelli musulmani'/><category term='Elezioni'/><category term='Economia'/><category term='facebook'/><category term='Islam'/><category term='Tripoli'/><category term='vice presidente'/><category term='diritti'/><category term='Religione'/><category term='nicholas sarkozy'/><category term='sharia'/><category term='Corno d&apos;Africa'/><category term='liberali'/><category term='Popoli'/><category term='diritto internazionale'/><category term='Darfur'/><category term='Hosni Mubarak'/><category term='Unione Africana'/><category term='gheddafi'/><category term='Profughi'/><category term='opposizioni'/><category term='Adam Youssef'/><category term='indipendenza'/><category term='tripolitania'/><category term='nuovo Stato'/><category term='muammar gheddafi'/><category term='dittatura'/><category term='Armi'/><category term='insorti'/><category term='rivoluzione'/><category term='Libia'/><category term='Bashir'/><category term='nascita di uno Stato'/><category term='siccità'/><category term='Cirenaica'/><category term='intifada'/><category term='Cnt'/><title type='text'>11 - Est Africa</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-5842983703855830559</id><published>2012-02-09T13:11:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T13:13:49.157-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sud Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Bashir si prepara alla guerra col Sud Sudan</title><content type='html'>da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes"&gt;temi.repubblica.it/limes&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="fb-like"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="author"&gt;di Antonella Napoli&lt;/div&gt;  &lt;div class="summary"&gt;Il presidente del Sudan non esclude un conflitto  col neonato vicino meridionale. Il casus belli sarebbe legato ai mancati  accordi sulla divisione dei proventi del petrolio. Etiopia, Kenya e  Unione Africana mediano, la Cina vuole la pace. Liberati i 29 tecnici di  Pechino rapiti dieci giorni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/cina-e-sudan-sempre-piu-vicini/25129"&gt;Cina e Sudan sempre più vicini&lt;/a&gt; | &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/tag/sudsudan"&gt;Tutto sul Sud Sudan&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/carte4/SudanPetrolifero500.jpg" alt="" align="absMiddle" /&gt; (Carta di Laura Canali tratta da Limes 1/11 "&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/il-grande-tsunami/21182"&gt;Il grande tsunami&lt;/a&gt;")&lt;/div&gt;        &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Torna il fantasma della guerra civile&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;in Sudan,&lt;/strong&gt;  dove un conflitto durato oltre vent’anni ha già fatto milioni di  vittime. Il rischio dl nuove ostilità sembrava ormai lontano dopo lo  svolgimento pacifico del referendum, nel gennaio 2011, che ha spaccato  in due il più grande Stato africano. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il mancato accordo sulla suddivisione delle risorse petrolifere&lt;/strong&gt;  tra nord e sud, culminato con la sospensione della produzione del  greggio a fine gennaio, ha però incrinato il già fragile equilibrio tra  Juba e Khartoum i cui rapporti, dalla proclamazione di &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/sud-sudan-nascita-di-una-nazione/25320"&gt;indipendenza del Sud Sudan dello scorso luglio&lt;/a&gt;, sono andati man mano deteriorandosi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da quanto trapela dalle indiscrezioni pubblicate&lt;/strong&gt; dal ben informato quotidiano arabo &lt;em&gt;Akhbar&lt;/em&gt;,  che ha stretti legami con la presidenza sudanese, Omar Hassan al Bashir  sarebbe pronto a lanciare un attacco su larga scala contro i suoi ex  connazionali. Ne avrebbe parlato apertamente durante l’ultima riunione  di gabinetto con i ministri del suo governo, convocata per fare il punto  sui colloqui della scorsa settimana ad Addis Abeba con il presidente  del Sud Sudan, Salva Kiir. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;All’incontro in Etiopia, organizzato dal primo ministro etiope Meles Zenawi,&lt;/strong&gt;  erano presenti anche il presidente del Kenya Mwai Kibaki e il  rappresentante dell'Unione Africana per l’attuazione degli accordi ad  alto livello Thabo Mbeki. Quest’ultimo ha esercitato una forte pressione  su Kiir e Bashir per convincerli a firmare un accordo ad interim che  ponesse fine alle misure unilaterali adottate da Khartoum e Juba in  merito alla gestione del petrolio. Ma l'empasse esasperante non è stato  rotto. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da mesi il Sud Sudan, che non ha sbocchi sul mare,&lt;/strong&gt; a  causa della disputa sul pagamento delle tasse di transito ha rallentato  l'esportazione di gran parte del greggio attraverso l'oleodotto  settentrionale di Port Sudan. Juba sostiene che Khartoum abbia  confiscato arbitrariamente risorse petrolifere per un valore di 815  milioni di dollari. Il Sudan ha ammesso l’abuso adducendo la  giustificazione del fallimento dei negoziati per la ripartizione dei  proventi dell’estrazione e dell’esportazione dell’oro nero. Non essendo  stato ancora raggiunto un accordo, Bashir ha pensato bene di non  attendere oltre, affermando di ‘non poterselo permettere’ a causa della  profonda crisi economica scaturita dalla secessione del Sud Sudan e dal  mancato incasso degli introiti degli oltre 500 mila barili di petrolio  che il nuovo Stato produceva quotidianamente fino a qualche giorno fa. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Proprio questa è la chiave di lettura di una crisi diplomatica&lt;/strong&gt; che sembra ormai prossima a sfociare in un conflitto armato. Leggendo i retroscena pubblicati su &lt;em&gt;Akhbar&lt;/em&gt;,  appare chiaro che il leader del National congress party sia pronto a  sferrare l’attacco che scatenerebbe la reazione del Sudan people  liberation movement e dei paesi che lo sostengono - in primis gli Stati  Uniti. Il presidente ricercato dalla Corte penale internazionale per i  crimini in Darfur avrebbe concluso la riunione con i suoi ministri con  tono rabbioso avvertendoli di "aspettarsi il peggio con il Sud". &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;D’altronde poche ore prima aveva anticipato quei concetti&lt;/strong&gt;  in un'intervista alla tv pubblica dello Stato del Blue Nile, dove tra  l’altro è in corso una rappresaglia delle Forze armate sudanesi,  annunciando che il conflitto con il Sud Sudan era una “possibilità  affatto remota”, che “il clima è più di guerra che di pace”, ma che non  sarebbe stato il suo paese “a cominciarla”. Questa potrebbe essere  un’affermazione verosimile, a voler dar credito alle notizie su un  presunto allarme lanciato poco meno di un mese fa da diverse centinaia  di ufficiali delle Sudanese army force (Saf). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I militari avevano avvertito Bashir e il ministro della Difesa,&lt;/strong&gt;  Abdel Rahim Mohamed Hussein, che la corsa alla guerra con il Sud Sudan  poteva avere per loro conseguenze disastrose e di non essere pronti ad  affrontare un ulteriore conflitto, essendo già impegnati su vari fronti.  Al momento, oltre alla &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/il-sudan-vuole-ridimensionare-la-missione-onu-in-darfur/31566"&gt;cronica crisi in Darfur&lt;/a&gt;, si registrano scontri e combattimenti anche &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/il-sudan-boccia-la-road-map-usa-per-la-pace-in-sud-kordofan/29211"&gt;nel Sud Kordofan&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/khartoum-dice-si-all%e2%80%99opzione-militare-nel-nilo-azzuro/26668"&gt;nel Nilo Blu&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Forse per questo la mediazione dell’Unione Africana,&lt;/strong&gt; che ha portato sul tavolo negoziale una proposta per risolvere la questione di Abyei [&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/la-regione-contesa-di-abyi/21244"&gt;vedi mappa&lt;/a&gt;]  e dell’attribuzione di tutte le risorse petrolifere, potrebbe avere  ancora una chance di successo. In una prima fase l’intesa, come  anticipato dall’agenzia di stampa &lt;em&gt;Suna&lt;/em&gt;, prevede un accordo per  un periodo di transizione di 30 giorni. Fino a quando non saranno  definiti i dazi di transito, il Sud Sudan potrà trasportare il proprio  greggio attraverso il territorio del Sudan, a fronte di compensazioni  finanziarie che coprano il debito e gli interessi contratti da Juba per i  pedaggi arretrati. A premere affinché le parti accettino questo  compromesso c'è sia il blocco africano guidato da Mbeki, sia quello  mediorientale capitanato dalla Cina, il maggiore acquirente del petrolio  sudanese. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pechino, nonostante abbia sempre giustificato le azioni di Khartoum,&lt;/strong&gt;  non ha esitato a criticare le ultime decisioni di Bashir, forse anche  per le mutate condizioni di sicurezza e per gli attacchi subiti da  alcune sue società  operanti nel paese. Nelle scorse settimane 29  lavoratori di una compagnia idroelettrica cinese sono stati rapiti e poi  liberati il 7 febbraio da un gruppo armato non ancora identificato; uno  degli operai è stato ritrovato morto la sera del 6 febbraio. La Cina ha  chiesto con energia la ripresa del dialogo e la sospensione di azioni  unilaterali che rischiano di portare a un nuovo conflitto che avrebbe  conseguenze nefaste sia per i contendenti sia per quegli Stati che  condividono con essi interessi economici e politici. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Proprio questi ultimi, più di qualsiasi altro elemento,&lt;/strong&gt; possono disinnescare la polveriera virtuale pronta a esplodere sul confine tra Sudan e Sud Sudan.&lt;/p&gt;&lt;div class="data"&gt;(7/02/2012)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-5842983703855830559?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/5842983703855830559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2012/02/bashir-si-prepara-alla-guerra-col-sud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5842983703855830559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5842983703855830559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2012/02/bashir-si-prepara-alla-guerra-col-sud.html' title='Bashir si prepara alla guerra col Sud Sudan'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-613699264980210578</id><published>2012-01-21T13:06:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T13:07:41.476-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fratelli musulmani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><title type='text'>I Fratelli Musulmani hanno vinto le elezioni Graziati il blogger Nabil e 1959 detenuti</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;EGITTO&lt;/h2&gt;                  &lt;h3&gt;I risultati ufficiali: al secondo posto i salafiti di Al  Nour con 96 seggi, al terzo il partito moderato del Wafd. Il  provvedimento di clemenza deciso dai militari nel primo anniversario  della rivolta&lt;/h3&gt;         &lt;div id="bookmark-container" class="archive-button"&gt;&lt;a id="bookmark-add" rel="Salva nella tua pagina personale" class="tooltip t-left"&gt;Lo leggo dopo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;                           &lt;div class="sidebar"&gt;             &lt;p&gt;                             &lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2012/01/21/204158840-5b1a426a-6a99-42e0-8a9a-06a2f8c63867.jpg" alt="I Fratelli Musulmani hanno vinto le elezioni Graziati il blogger Nabil e 1959 detenuti" title="I Fratelli Musulmani hanno vinto le elezioni Graziati il blogger Nabil e 1959 detenuti" height="340" width="300" /&gt;                             &lt;span&gt; &lt;/span&gt;                         &lt;/p&gt;                     &lt;/div&gt;     &lt;strong&gt;IL CAIRO -&lt;/strong&gt; Il partito dei Fratelli Musulmani ha  stravinto le elezioni legislative in Egitto conquistando il 47,18% dei  seggi del nuovo Parlamento. Lo ha reso noto il presidente della  Commissione elettorale comunicando i risultati definitivi del processo  elettorale iniziato il 28 novembre scorso e svoltosi in tre tornate.  Poche ore dopo si è appreso che le autorità militari alla guida del  Paese da quando è stato deposto il presidente Hosni Mubarak hanno  concesso la grazia al blogger Maikel Nabil e ad altri 1.959 detenuti in   occasione del primo anniversario della rivolta. Il venticinquenne  blogger copto era stato condannato in aprile a tre anni di prigione per  oltraggio alle forze armate. Il 14 dicembre scorso un tribunale militare  aveva ridotto la pena a due anni. La sua liberazione è stata spesso  invocata da ong e organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty  International. Mark Nabil ha precisato che suo fratello sarà scarcerato  domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le elezioni.&lt;/strong&gt; Quella per scegliere i 498  deputati dell'Assemblea del Popolo è  stata la prima consultazione  libera in Egitto da 60 anni e fa seguito  alla caduta, lo scorso 14  febbraio, di Mubarak. Dell'Assemblea del popolo fanno parte anche dieci  esponenti nominati dal consiglio militare che ha assunto la guida del  Paese dopo l'uscita di scena dell'ex raìs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partito Giustizia e  Libertà (Fjp), braccio politico dei Fratelli musulmani egiziani ha  ottenuto in totale 235 seggi della nascente Assemblea del Popolo, 127  dei quali   con le sue liste (sistema proporzionale) e altri 108 grazie  ai propri candidati nelle rispettive circoscrizioni (maggioritario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al  secondo posto il partito fondamentalista salafita Al Nour, con 121  seggi (circa il 24%). Il partito liberale Wafd ha ottenuto il 9% dei  seggi. I restanti seggi sono suddivisi tra formazioni politiche minori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione elettorale ha inoltre reso noto che l'affluenza alle urne è stata del 54%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  prima riunione del Parlamento del dopo Mubarak è prevista per lunedì  prossimo. Il 29 gennaio, invece, inizieranno le elezioni per la Camera  alta, il Consiglio della Shura, che si concluderanno il 22 febbraio.&lt;br /&gt;                     &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;         &lt;span&gt;(21 gennaio 2012)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-613699264980210578?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/613699264980210578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2012/01/i-fratelli-musulmani-hanno-vinto-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/613699264980210578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/613699264980210578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2012/01/i-fratelli-musulmani-hanno-vinto-le.html' title='I Fratelli Musulmani hanno vinto le elezioni Graziati il blogger Nabil e 1959 detenuti'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-5272445940757609176</id><published>2011-10-14T12:20:00.000-07:00</published><updated>2011-10-14T12:23:54.846-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sud Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Darfur'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sharia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bashir'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Sudan, Bashir: Khartoum adotterà costituzione islamica</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(da &lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Dopo la secessione del sud, il 98 per cento della popolazione è musulmana&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/58/581/5816/58162.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;Il Sudan porterà avanti il progetto di adottare una &lt;strong&gt;Costituzione completamente islamica&lt;/strong&gt; e di rafforzare la &lt;strong&gt;legge islamica&lt;/strong&gt;. Lo ha affermato ieri il presidente &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28985/Indonesia,+condannato+a+15+anni+Abu+Bakar+Bashir%3A+era+il+leader+di+Jemaah+Islamiyah" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Omar Hassan al Bashir&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, tre mesi dopo l'indipendenza del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29345/Sudan,+Al+Bashir+presenzier%E0+proclamazione+indipendenza+del+Sud+Sudan" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Sud Sudan&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.     La secessione del Sud è diventata ufficiale il 9 luglio scorso, dopo  lo svolgimento, mesi prima, di un referendum di autodeterminazione  previsto con &lt;strong&gt;l'accordo che nel 2005&lt;/strong&gt; ha posto fine a decenni di &lt;strong&gt;guerra civile&lt;/strong&gt; tra il nord arabo-musulmano e il sud nero e cristiano-animista. La nuova &lt;strong&gt;Carta di Khartoum&lt;/strong&gt; dovrebbe entrare in vigore a prtire da dicembre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Già nel dicembre 2010 Bashir aveva detto che il suo governo avrebbe  adottato una Costituzione islamica nel caso il sud si fosse staccato. "&lt;strong&gt;Il 98 percento&lt;/strong&gt; della popolazione è &lt;strong&gt;musulmana&lt;/strong&gt;  e la nuova Costituzione rifletterà questa realtà", ha detto Bashir  parlando agli studenti a Khartoum. "La religione ufficiale - ha aggiunto  - sarà l'Islam e la legge islamica (sharia) la principale fonte" della  Carta.    Il presidente Omar al Bashir è ricercato dalla Corte penale  internazionale (Cpi) perchè accusato di &lt;strong&gt;crimini di guerra e contro l'umanità&lt;/strong&gt; nel &lt;strong&gt;Darfur&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I &lt;strong&gt;cristiani-animisti&lt;/strong&gt; che vivono ancora nella parte  nord del Sudan già allo stato attuale vengono trattati come stranieri  all'interno del Paese. Il rischio è che l'adozione della sharia  inasprisca il &lt;strong&gt;conflitto etnico&lt;/strong&gt; ancora in corso.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-5272445940757609176?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/5272445940757609176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/10/da-it.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5272445940757609176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5272445940757609176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/10/da-it.html' title='Sudan, Bashir: Khartoum adotterà costituzione islamica'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-4044893081833628343</id><published>2011-09-20T10:40:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T10:42:01.242-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cnt'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Unione Africana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>Libia, Unione Africana riconosce il Cnt</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Diminuisce ulteriormente il sostegno  diplomatico al presidente Muammar Gheddafi: dalla parte del Cnt già Usa,  Nigeria e maggior parte stati europei&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/56/568/5687/56873.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;L'&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29242/Libia%2C+se+Gheddafi+lascia+ribelli+pronti+a+lasciare+le+armi" target="_self"&gt;Unione Africana&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ha &lt;strong&gt;riconosciuto diplomaticamente&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/30560/Libia%2C+ribelli+a+Sebha.+Gheddafi+parla+in+tv%3A%27Non+credete+al+cambio+di+regime%27" target="_self"&gt;Consiglio Nazionale di Transizione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; come il governo "&lt;strong&gt;de facto&lt;/strong&gt;" della Libia. In un comunicato l'Unione ha chiesto al Cnt di&lt;strong&gt; proteggere i lavoratori africani&lt;/strong&gt; migrati in Libia. Questo dopo le denunce delle persecuzioni a danno dei migranti neri, &lt;strong&gt;scambiati per mercenari&lt;/strong&gt; leali a Gheddafi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La maggior parte degli Stati europei, gli Stati Uniti e la Nigeria hanno riconosciuto il Cnt, mentre la &lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt; ha accettato il gruppo di Bengasi come "&lt;strong&gt;autorità governativa&lt;/strong&gt;" il 12 settembre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Recentemente lo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/30087/Zimbabwe%2C+vice-presidente+Mujuru+vuole+inchiesta+su+morte+del+marito" target="_self"&gt;Zimbabwe&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; aveva &lt;strong&gt;espulso l'ambasciatore&lt;/strong&gt; della Libia dopo che questo era passato dalla parte del Cnt.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-4044893081833628343?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/4044893081833628343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/09/libia-unione-africana-riconosce-il-cnt.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4044893081833628343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4044893081833628343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/09/libia-unione-africana-riconosce-il-cnt.html' title='Libia, Unione Africana riconosce il Cnt'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-4885088676009763649</id><published>2011-09-15T04:29:00.000-07:00</published><updated>2011-09-15T04:30:29.833-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Darfur'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vice presidente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adam Youssef'/><title type='text'>Sudan, nominato vicepresidente Adam Youssef, originario del Darfur</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "Peace Reporter" (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Un portavoce dei ribelli del Jem ha commentato che la nomina è solo simbolica e 'non cambierà niente'&lt;/div&gt; &lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/56/564/5645/56457.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;Il presidente sudanese Omar al- Bashir ha nominato come suo &lt;strong&gt;vice&lt;/strong&gt; l'&lt;strong&gt;arabo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Adam Youssef&lt;/strong&gt;, originario del &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/30010/Darfur%2C+l%27altro+volto+del+conflitto" target="_self"&gt;Darfur&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Youssef sostituirà Salva Kiir Mayardit, dimessosi lo scorso luglio per guidare il neo nato Sud Sudan.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni gruppi ribelli in Darfur hanno respinto la nomina, ritenendola &lt;strong&gt;solo simbolica&lt;/strong&gt;. El-Tahir el-Faki, un portavoce del &lt;strong&gt;Justice and Equality Movement (&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25092/Sudan%2C+scontri+nel+Darfur+fra+esercito+e+ribelli" target="_self"&gt;Jem&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt; ha dichiarato che la sua nomina "&lt;strong&gt;non cambierà nulla&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Jem aveva firmato un cessate il fuoco con il governo sudanese a &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20439/Bashir%3A+la+guerra+in+Darfur+e%27+finita" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;febbraio 2010&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ma subito dopo ha &lt;strong&gt;abbandonato i negoziati&lt;/strong&gt;, accusando Khartum di continuare i raid in Darfur.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il quodiano locale &lt;em&gt;Tribune&lt;/em&gt; riporta che Adam Youssef era un&lt;strong&gt; islamista&lt;/strong&gt; e una &lt;strong&gt;figura chiave&lt;/strong&gt; del partito di &lt;strong&gt;opposizione&lt;/strong&gt; fino a novembre 2010. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le Nazioni Unite stimano che almeno&lt;strong&gt; 300 mila persone&lt;/strong&gt; siano morte durante il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29424/Sudan%2C+prevista+per+gioved%EC+la+firma+dell%27intesa+sul+Darfur" target="_self"&gt;conflitto&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; in Darfur, durato otto anni, tra tribù africane e arabe. Il &lt;strong&gt;governo sudanese&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;rifiuta &lt;/strong&gt;le &lt;strong&gt;stime dell'Onu&lt;/strong&gt; e ritiene che il conflitto non abbia causato più di 12 mila morti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-4885088676009763649?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/4885088676009763649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/09/sudan-nominato-vicepresidente-adam.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4885088676009763649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4885088676009763649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/09/sudan-nominato-vicepresidente-adam.html' title='Sudan, nominato vicepresidente Adam Youssef, originario del Darfur'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-5929446023573238064</id><published>2011-08-26T14:18:00.000-07:00</published><updated>2011-08-26T14:21:00.664-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='franco cardini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tripoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tripolitania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cirenaica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nicholas sarkozy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muammar gheddafi'/><title type='text'>Libia, l'altra storia</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista al professor Cardini, tra appoggio occidentale alla rivoluzione e un futuro tutto da decifrare&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;La&lt;strong&gt; situazione libica&lt;/strong&gt; domina i media di tutto il mondo. La frenesia degli ultimi accadimenti e le incertezze sul futuro concorrono a creare &lt;strong&gt;uno scenario poco chiaro&lt;/strong&gt; su quello che capita nel Paese nordafricano. &lt;em&gt;PeaceReporter&lt;/em&gt; ha intervistato Il &lt;strong&gt;professor Franco Cardini&lt;/strong&gt;, storico e saggista, docente di Storia medievale all'Istituto italiano di Scienze umane a Firenze ed &lt;strong&gt;esperto di Medio Oriente e Islam&lt;/strong&gt;, che commenta quello che succede in Libia, alla luce dei &lt;strong&gt;fattori storici, politici - interni ed internazionali - e culturali&lt;/strong&gt; che hanno portato al &lt;strong&gt;collasso&lt;/strong&gt;, o quasi, del regime di Gheddafi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/55/554/5540/55406.jpeg" alt="" height="194" width="310" /&gt;Come si è arrivati, in Libia, alla situazione attuale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La  situazione attuale in Libia si è generata in seguito alle oscillazioni  del colonnello Gheddafi in politica internazionale e per la scarsa  chiarezza delle sue posizioni, con i continui spostamenti rispetto ai  possibili protagonisti della scena mondiale e rispetto al potenziale  petrolifero libico. Anche, forse, per la situazione geopolitica  generale, sia africana che mediterranea. Voglio dire che non ci si può  continuamente spostare da simpatie panafricane ad ammiccamenti con  quelli che noi, a torto o a ragione, riteniamo fondamentalisti, passando  per atteggiamenti superficialmente filo Nato o filo statunitensi  dell'ultima ora e poi, come ha fatto Gheddafi a partire dallo scorso  anno, dopo esserci avvicinato ai paesi della Nato e soprattutto alla  Francia, tornare sui suoi passi.&lt;br /&gt;Come è accaduto in passato con  Saddam Hussein, amico dell'Occidente, osannato e foraggiato in chiave  anti iraniana, anche se sapevamo benissimo che sterminava i curdi,  scaricandolo subito dopo quando ha minacciato di sostituire l'euro al  dollaro come unità monetaria di riferimento nelle transazioni  petrolifere irachene, abbiamo scoperto che era un dittatore quando non  ci faceva più comodo. Questa volta non abbiamo commesso l'errore fatto  in Iraq, con un intervento diretto, ma abbiamo sostenuto un intervento  indiretto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cosa intende per intervento indiretto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;All'inizio  del 2010 Gheddafi ha scoperto le carte, allontanandosi dalle potenze  occidentali, lanciando segnali di vicinanza al blocco che si contrappone  all'egemonia statunitense.&lt;br /&gt;Le differenze con i blocchi della Guerra  Fredda, con schieramenti molto netti, sono tante. In primo luogo il  fatto che il potere decisionale è molto più nelle mani delle &lt;em&gt;lobbies&lt;/em&gt;  economiche che in quelle dei governi. Le divisioni, però, esistono. La  Russia, la Cina, l'Iran, il Venezuela, piuttosto che paesi emergenti  come Brasile e India, rappresentano un blocco alternativo rispetto a  quello egemonizzato dagli Stati Uniti. Non si può parlare di Guerra  Fredda, certo, ma una divisione esiste. E' un mondo che si muove, i  blocchi interstatali e sovrastatali esistono e contano ancora. La Nato,  ad esempio, esiste ancora e non sono neanche troppo chiari i suoi fini.  La Cina, parlando chiaro, si sta mangiando l'Africa. La Libia, in questo  gioco, con le sue riserve petrolifere, non poteva lasciare indifferente  i paesi occidentali. Come nel 1956 a Suez. Per chi ha memoria di storia  della diplomazia del Mediterraneo la similitudine con l'intervento  anglo-francese contro il panarabismo di Nasser è evidente. Sono  intervenuti anche questa volta. Con i finanziamenti, con i media, con la  politica. Hanno sostenuto il movimento degli insorti in Libia, nato a  Bengasi, dove è partita la rivolta. Gheddafi ha pagato la sua svolta  dell'inizio del 2010, il suo ultimo cambio di campo. A caro prezzo.  Francia e Gran Bretagna sono intervenute - e qui c'è un altro  parallelismo con il 1956 - contro o senza l'assenso degli Usa. Le prove  di questo appoggio ai rivoltosi ci sono, anche se in Italia non ne parla  nessuno. La stampa francese, invece, lo sta denunciando con chiarezza.  Lo scenario non è roseo. Potrebbe arrivare la guerra civile. Ma senza  l'appoggio della Nato, che ha fatto la forza d'interposizione solo per  un paio di giorni, poi è passata a bombardare unilateralmente i  lealisti, non ce l'avrebbero mai fatta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;E l'Italia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;i nostri osservatori, ammesso e non  concesso che ne abbiamo di validi, sapevano già come stavano andando le  cose.  Quando abbiamo firmato il Trattato di Amicizia, che poi altro non  è che un trattato di non aggressione, e lo abbiamo fatto per una serie  di motivi contingenti che ci hanno portato anche a tollerare le sue  buffonate a Roma, sapevamo che stavamo cercando un piccolo vantaggio per  le nostre imprese petrolifere, per un certo nostro &lt;em&gt;business&lt;/em&gt;, pur consci di essere su un piano inclinato.&lt;br /&gt;Quel  trattato, firmato nonostante tutto, è stato disatteso. La nostra  posizione attuale è quella di un Paese che dopo aver firmato un trattato  di amicizia l'ha rotto unilateralmente e non bisogna dimenticarsene  facendo finta di niente. Quando si parla di fedeltà alla parola data e  agli impegni non si può privilegiarne alcuni rispetto ad altri, Noi  siamo membri della Nato, ma siamo un Paese sovrano e avevamo stipulato  un patto con la Libia governata da Gheddafi. Oggi il tiranno è in prima  pagina, ma nessuno può dire che non si sapeva cosa faceva Gheddafi.  L'abbiamo sempre saputo. Non sono d'accordo con il presidente della  Repubblica Napolitano, e mi spiace, perché lo stimo molto, ma citando la  nostra fefeltà ai trattati si dimentica che ancora una volta, come nel  1915 e nel 1943, l'Italia è venuta meno a un impegno internazionale.  Come cittadino italiano mi sento in imbarazzo, in difetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma la Libia quanto è davvero un Paese unito?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La  Libia non è mai stato un Paese unitario. I turchi lo sapevano benissimo  e, fino all'aggressione militare italiana del 1911, tenevano ben  distinti i governatorati di Tripolitania e Cirenaica. Il resto non è  storia, sono chiacchiere. Tripolitania e Cirenaica son due cose diverse,  nel mezzo c'è la Sirte, un deserto che separa queste due realtà molto  più di quanto non farebbe un braccio di mare. La Cirenaica è  un'appendice dell'Egitto, la Tripolitania è già area berbera, è già  Maghreb. Son due cose distinte, diverse, abitate da tribù diverse. Se  una vita nazionale condivisa in Libia c'è mai stata, è esistita solo  durante il governo di Gheddafi. Adesso sta andando in onda il solito  film della fine del tiranno, sempre uguale. Dietro questa storia c'è la  solita retrobottega di smemoratezza. Dietro l'unità della Libia c'è  quell'ufficiale affascinante, il bell'uomo che all'epoca della  Rivoluzione stregava il mondo e che oggi è quel grottesco vecchietto in  fuga. Sono la stessa persona. Per anni, in tutto il mondo arabo,  Gheddafi ha goduto di un consenso secondo solo a quello goduto da  Nasser. La Libia è, in definitiva, un Paese abitato da tribù arabe e  berbere. Prima della rivoluzione era una terra di pastori e città  costiere con un minimo di attività commerciale. Una borghesia libica non  esisteva, se non nella componente ebraica della società, influenzata  per vicinanza dall'Italia e dall'Egitto. Meno della Francia, attraverso  la Tunisia. La Libia non è mai stata una nazione indipendente, con una  sua identità forte. Poi è arrivato prima Graziani con i crimini di  guerra, altro che 'italiani brava gente', e in seguito Balbo con una  politica più accorta, a creare la Libia unita. Un regime coloniale, non  uno Stato unito. La stessa parola Libia è una definizione moderna. Si  tornerà alla situazione dell'impero turco? Non credo. Dopo il 1945 le  potenze vincitrici hanno assegnato la Libia al Gran Senusso, il leader  della famiglia tribale che godeva del prestigio religioso, i Senoussi,  appunto. E' diventato il re della Libia. Una monarchia fasulla, che si  reggeva su un sentimento religioso abbastanza condiviso, ma  politicamente debole appoggiata soprattutto dagli inglesi. Fino alla  rivoluzione socialista di Gheddafi. Se la Libia esiste come Paese, e  forse non esiste neanche adesso, lo si deve alla rivoluzione. Tutto  questo è stato travolto, perché anche il socialismo arabo è fallito.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alla fine della guerra che Libia ci sarà alle porte dell'Europa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Difficile  dirlo. Quello che gli stati occidentali stanno cercando di fare è  appoggiare un governo di coalizione tra le diverse anime e le diverse  tribù della Libia. Ci sono elementi vicini all'Occidente, ma anche  elementi che guardano con favore a un Islam radicale, compresa  quell'area che un po' genericamente da noi viene definita al-Qaeda. In  questo momento, tutte queste forze hanno un interesse comune, un nemico  comune. La fine di Gheddafi, qualunque sia, è l'obiettivo condiviso.  Ucciso, processato, suicidato non è importante...è finita. Difficile che  non vada così. Dopo? Nessuna analisi seria è stata fatta fino a ora.  Una borghesia illuminata, nella storia della Libia, manca. Nessun  paragone con le società civili di Tunisi, del Cairo, di Damasco o di  Amman. Siamo davanti a uno dei paesi arabi più arretrati da questo punto  di vista. Anche perché, come detto, la Libia non è mai esistita prima  della colonizzazione italiana. C'è una gran confusione e ciascuno tenta  di accaparrarsi quello che può della Libia del futuro. In questo brilla  la Francia di Sarkozy, senza intralci di sorta da parte  dell'opposizione. Le potenze occidentali tenteranno in tutti i modi di  tenere unite queste anime, per non far scivolare il Paese nella lotta  tra bande. Anche se, in questi giorni, alcune fazioni dei ribelli si  sparano già tra loro. Ma di questo sulla stampa italiana non c'è  traccia. Lo scenario più probabile è quello di un governo di coalizione,  a grandi linee filo occidentale e - almeno per i nostri mass media -  democratico. Che si occuperà di spartire le ricchezze del Paese, come  dimostra l'Italia, che in tutta fretta ha voltato le spalle a Gheddafi.  Riusciendo, come l'Eni, a raccogliere le briciole lasciate dai francesi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color:#cc6600; text-align: right; font-size: 1.25em; font-weight: bold;"&gt;Christian Elia&lt;/p&gt;		&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-5929446023573238064?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/5929446023573238064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/libia-laltra-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5929446023573238064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/5929446023573238064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/libia-laltra-storia.html' title='Libia, l&apos;altra storia'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-7219900005827373500</id><published>2011-08-22T12:04:00.000-07:00</published><updated>2011-08-22T12:05:20.111-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bengasi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tripoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gheddafi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cirenaica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>La caduta di Tripoli</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net/"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;I ribelli libici controllano la capitale, arrestato Seif Gheddafi, mistero sulla sorte del padre&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;L'immagine del &lt;strong&gt;Colonnello Gheddafi chiuso nel suo bunker di Tripoli&lt;/strong&gt;, mentre lancia gli &lt;strong&gt;ultimi disperati appelli alla resistenza&lt;/strong&gt;, è troppo cinematografica per essere vera. L'ultima voce incontrollabile lo dà &lt;strong&gt;riparato nell'ambasciata venezuelana&lt;/strong&gt; della capitale libica, pronto ad accettare l'offerta di protezione di Hugo Chavez, il presidente del Venezuela.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/55/550/5504/55048.jpeg" alt="" height="206" width="310" /&gt;Quello che è certo, &lt;strong&gt;dopo sei mesi&lt;/strong&gt;, è che in Libia &lt;strong&gt;la rivolta nata nelle piazze di Bengasi il 17 febbraio scorso alla fine ha vinto&lt;/strong&gt;. I miliziani del &lt;strong&gt;Consiglio nazionale di transizione controllano la città&lt;/strong&gt;, scontrandosi con gli ultimi&lt;strong&gt; irriducibili lealisti&lt;/strong&gt;. Anche questa, però, può essere solo una immagine letteraria, perché in realtà resta&lt;strong&gt; un manipolo di compromessi&lt;/strong&gt;, che sanno benissimo di essere su una&lt;strong&gt; lista nera&lt;/strong&gt; compilata da mesi a &lt;strong&gt;Bengasi&lt;/strong&gt;. Difendono le loro vite, più che il rais. La &lt;strong&gt;cattura di Seif al-Islam&lt;/strong&gt;, il pupillo, il prescelto tra i figli di Gheddafi, ha segnato la reale fine del potere nato dalla &lt;strong&gt;rivoluzione del 1969&lt;/strong&gt;. Dopo i quarant'anni di dominio assoluto del padre, sarebbe toccato al figlio dotato di buoni studi e immagine immacolata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una  farsa, cascata come il trucco pesante dopo una notte di  bisboccia.  Appena la popolazione della ribelle Cirenaica è scesa in  piazza,&lt;strong&gt; Seif ha mostrato il vero volto&lt;/strong&gt;  diventando il  megafono delle minacce paterne, sempre più deliranti e  scollate dalla  realtà. Che ne sarà di Gheddafi? L'epilogo della &lt;strong&gt;battaglia di Berlino, nel 1945&lt;/strong&gt;, non si ripeterà. Difficile che Gheddafi e i suoi sodali si tolgano la vita nel bunker di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Bab al-Aziziyah &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;(sei   chilometri quadrati nel cuore di Tripoli). Non sembra nello stile del   Colonnello, molto più pragmatico dei suoi deliri. Anche perché, visti i  &lt;strong&gt;continui bombardamenti Nato&lt;/strong&gt; sulla cittadella del potere libico, &lt;strong&gt;è improbabile che Gheddafi si trovi davvero là&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Corte penale internazionale dell'Aja&lt;/strong&gt; e i ribelli libici discuteranno oggi del &lt;strong&gt;trasferimento di Seif al-Islam&lt;/strong&gt;,   il figlio del colonnello Muammar Gheddafi arrestato e ricercato per   crimini contro l'umanità, secondo quanto affermato dal procuratore capo   della Cpi, &lt;strong&gt;Luis Moreno Ocampo&lt;/strong&gt;, alla &lt;em&gt;Cnn&lt;/em&gt;.   Moreno Ocampo ha detto di non sapere dove si trovi Seif al-Islam perchè   la Corte non ha ancora preso contatti con i ribelli del Consiglio   nazionale di transizione e ha precisato che la notizia del suo arresto è   stata confermata da altre fonti. La Corte, nella notte, si era fatta &lt;strong&gt;trarre in inganno dall'entusiasmo dei ribelli, confermando la cattura del rais poi smentita&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le ultime scene del regime di Gheddafi si consumano&lt;strong&gt; strada per strada&lt;/strong&gt;,   ma l'immagine dei titoli di coda, in attesa dell'arresto o della fuga   di Gheddafi, resterà quella della giornalista della televisione di  Stato  libica. Ancora ieri, nell'ovattato mondo di false certezze che il   regime ha tentato di comunicare al suo popolo fino all'ultimo, una  delle  giornaliste era in video, &lt;strong&gt;pistola in pugno, a minacciare i ribelli&lt;/strong&gt;. ''Siamo tutti armati e pronti al martirio'', aveva delirato. La sede della televisione è stata presa questa mattina. &lt;strong&gt;Pare che non sia stato sparato un solo colpo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color:#cc6600; text-align: right; font-size: 1.25em; font-weight: bold;"&gt;Christian Elia&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-7219900005827373500?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/7219900005827373500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/la-caduta-di-tripoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/7219900005827373500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/7219900005827373500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/la-caduta-di-tripoli.html' title='La caduta di Tripoli'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-7334647751388516633</id><published>2011-08-19T13:43:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T13:46:17.791-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dittatura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gheddafi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>"Gheddafi pronto alla fuga" Nella notte esplosioni a Tripoli</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "la Repubblica" (&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;h3&gt;Secondo la stampa Usa il raìs starebbe per lasciare il Paese  insieme alla famiglia, probabilmente verso la Tunisia. Agenzia cinese:  "Aereo venezuelano atterrato a Djerba per portare i familiari a  Caracas". Fuga di capitali, mentre la Nato colpisce il compound del  Colonnello. I ribelli prendono Zliten e Zawiah. Decine di morte nei  combattimenti&lt;/h3&gt;         &lt;div class="sidebar"&gt;             &lt;p&gt;                             &lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2011/08/19/170740852-d6449447-2217-462f-a4b0-88450f5253cc.jpg" alt="&amp;quot;Gheddafi pronto alla fuga&amp;quot; Nella notte esplosioni a Tripoli" title="&amp;quot;Gheddafi pronto alla fuga&amp;quot; Nella notte esplosioni a Tripoli" width="300" height="199" /&gt;                             &lt;span&gt;Un'immagine di Bengasi, in mano ai ribelli&lt;/span&gt;                         &lt;/p&gt;                     &lt;/div&gt;     &lt;strong&gt;TRIPOLI&lt;/strong&gt; - Muammar Gheddafi starebbe preparando la  fuga per lasciare, insieme alla famiglia, la Libia. La notizia arriva  dalla rete televisiva americana &lt;em&gt;Nbc&lt;/em&gt; - ripresa poi da altri  media internazionali - che in un servizio cita fonti dell'intelligence  Usa secondo le quali il colonnello sarebbe alle prese con gli ultimi  preparativi prima di una fuga verso un paese disposto a offrirgli asilo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  Tunisia, dove nei giorni scorsi sarebbero avvenuti alcuni incontri  ufficiosi tra fedelissimi del regime e insorti del consiglio nazionale  di transizione, secondo le fonti dell'emittente potrebbe essere la meta  finale del colonnello. L'agenzia ufficiale Nuova Cina riferisce che un  aereo venezuelano sarebbe atterrato oggi a Djerba, in Tunisia, per  evacuare membri della famiglia di Gheddafi. Secondo indiscrezioni,  l'aereo starebbe per partire alla volta di Caracas: il presidente  venezuelano Hugo Chavez è uno dei pochi sostenitori rimasti di Gheddafi.  Ma le autorità di Tunisi smentiscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tripoli, distrutto bunker del capo dell'intelligence.&lt;/strong&gt;  Intanto, nella notte, nella capitale libica si sono registrate diverse  esplosioni, e la Nato ha colpito la zona intorno al quartier generale di  Gheddafi. Dopo la mezzanotte esplosioni si sono udite provenire dalla  zona di Bab el Aziziya, la residenza bunker di Muammar Gheddafi nel  centro della capitale libica, e anche da quartieri occidentali della  città. I raid notturni hanno distrutto completamente un edificio in cui  abitava Abdullah al-Senussi, cognato di Muammar Gheddafi   e capo  dell'intelligence del raìs. Lo hanno constatato i giornalisti stranieri  sul posto, raccogliendo la testimonianza di Omar Masood, un ingegnere  che abita nella stessa zona da 35 anni. Senussi, sposato con la sorella  di Gheddafi, è uno dei tre responsabili libici ricercato dalla Cpi per  crimini di guerra, insieme a Muammar Gheddafi e al figlio Saif al-Islam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fuga di capitali.&lt;/strong&gt;  Altri elementi fanno pensare che la fuga del raìs sia prossima:  l'aeroporto internazionale del Cairo ha registrato negli ultimi giorni  numerosi arrivi di imprenditori arabi, e soprattutto egiziani,  provenienti dai Paesi del Golfo con valige piene di banconote libiche.  Gli imprenditori, sottolinea il quotidiano, &lt;em&gt;Al Quds Al Arabi&lt;/em&gt;,  temono l'immediata caduta del regime di Gheddafi e la conseguente  svalutazione della moneta libica. Citando fonti della dogana egiziana,  il quotidiano afferma che gli imprenditori avevano dichiarato, al loro  arrivo al Cairo, il possesso di ingenti somme di moneta libica. La legge  egiziana prevede la dichiarazione delle somme superiore ai 10 mila  dollari.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Frattini: "Popolazione si unisca al cambiamento". &lt;/strong&gt;Il  ministro Franco Frattini, intervistato da SkyTg24 dopo aver rilevato  che si registrano defezioni sempre più numerose nel regime libico, ha  detto: "Ci auguriamo che la popolazione di Tripoli, che sta fuggendo,  comprenda che il regime ha fatto il male del suo popolo e quindi si  unisca a un processo di cambiamento politico, togliendo definitivamente  anche a Tripoli margini di manovra al regime di Gheddafi". Per l'Italia,  ha rimarcato il titolare della Farnesina, resta valida la necessità di  mantenere alta la pressione militare, ma al tempo stesso di "portare  avanti la costruzione di una proposta politica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le  perplessità sollevate nei giorni scorsi sulla compattezza dei ribelli,  Frattini ha aggiunto che il "primo ministro" del Consiglio Nazionale  Transitorio (Cnt) Mahmud Jibril "mi ha assicurato che il rimpasto in  corso è serio e forte che costruirà l'alternativa della nuova Libia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ribelli prendono Zliten e Zawiah.&lt;/strong&gt;  Sul terreno, è proseguita l'avanzata del fronte anti-Gheddafi. I  ribelli sostengono di aver conquistato Zliten, 150 chilometri a est di  Tripoli. Nei combattimenti avrebbero perso 32 uomini, uccidendo almeno  40 fedelissimi del raìs. Oltre alla battaglia a Zlitan, lo scontro è  stato durissimo anche a Zawiah, 40 Chilometri a ovest di Tripoli. Qui i  ribelli hanno sconfitto le ultime sacche di resistenza fedeli a Gheddafi   e conquistato 'piazza dei martiri', luogo simbolo della rivolta  iniziata sei mesi fa.&lt;br /&gt;                      &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;         &lt;span&gt;(19 agosto 2011)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-7334647751388516633?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/7334647751388516633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/gheddafi-pronto-alla-fuga-nella-notte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/7334647751388516633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/7334647751388516633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/08/gheddafi-pronto-alla-fuga-nella-notte.html' title='&quot;Gheddafi pronto alla fuga&quot; Nella notte esplosioni a Tripoli'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-6601109322452591163</id><published>2011-07-29T05:32:00.000-07:00</published><updated>2011-07-29T05:34:27.621-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corno d&apos;Africa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='siccità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AGIRE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carità'/><title type='text'>Siccità Africa Orientale</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "Agire" (&lt;a href="http://www.agire.it"&gt;http://www.agire.it&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="txt"&gt;  &lt;p&gt;Tre paesi in Africa Orientale sono oggi colpiti dalla peggiore  siccità registrata negli ultimi 60 anni. L’Etiopia, la Somalia, il Kenya  si trovano infatti a fronteggiare una crisi che riguarda 11 milioni di  persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://agire.it/filemanager/cms_agire/image/Africa_Orientale/foto/africa_orientale.jpg" alt="" align="absMiddle" height="315" width="518" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cause di questa situazione sono da ricercarsi nelle scarse   precipitazioni verificatesi nel corso delle ultime due stagioni delle   piogge. Una conseguenza dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta   che, secondo IPCC (Centro Scientifico Intergovernativo per il   Cambiamento Climatico), colpiscono con particolare gravità l’area del   Corno d’Africa. Una crisi prevedibile che era già stata annunciata da   mesi dalle Organizzazioni Internazionali e dalle ONG presenti sul campo,   ma che ancora oggi, nonostante la sua gravità, non trova una  attenzione  diffusa da parte dei media e dei donatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora la Comunità Internazionale, e soprattutto il sistema mediatico,   non hanno dato voce alla crisi umanitaria in corso. L’appello delle   Nazioni Unite –  fissato a 691 milioni di dollari – è stato finanziato   solo per il 30%. La conseguenza di questa disattenzione è che le   organizzazioni internazionali possano non avere fondi a sufficienza per   fare fronte alle necessità delle popolazioni colpite e che enormi   bisogni sul terreno restino privi di adeguata assistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGIRE il 17 luglio 2011ha deciso il lancio di un appello congiunto di  raccolta   fondi per garantire i necessari soccorsi e  sostenere le  attività di  emergenza delle nove ONG associate - ActionAid, Amref,  Avsi, Cesvi,  Cisp, Coopi, Intersos, Save the Children e il Vis – già  presenti nei  paesi colpiti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://agire.it/it/appelli_di_emergenza/africa_orientale/427genzapk_it.html"&gt;DONA ORA!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-6601109322452591163?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/6601109322452591163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/siccita-africa-orientale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/6601109322452591163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/6601109322452591163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/siccita-africa-orientale.html' title='Siccità Africa Orientale'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-591642611416640566</id><published>2011-07-12T08:53:00.000-07:00</published><updated>2011-07-12T08:55:25.149-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Darfur'/><title type='text'>Sudan, prevista per giovedì la firma dell'intesa sul Darfur</title><content type='html'>&lt;div class="master_orizzontale_2"&gt;         &lt;div class="padding_orizzontale_2"&gt;    &lt;div class="ricerca"&gt;   &lt;form action="ricerca.php"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;    Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;             &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Bashir annuncia in diretta tv la fine della crisi in Darfur e promette riforme economiche&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/529/5293/52931.jpg" alt="" height="154" width="300" /&gt;Il presidente sudanese Omar al-Bashir ha annunciato davanti al parlamento di Khartoum che giovedì 21 luglio &lt;strong&gt;firmerà a Doha il documento di intesa&lt;/strong&gt; che segna la &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20439/Bashir%3A+la+guerra+in+Darfur+e%27+finita" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;fine della crisi nel Darfur&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, cominciata nel 2003.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bashir, ripreso in diretta dalla tv di stato sudanese, ha aggiunto che intende &lt;strong&gt;intervenire sull'economia&lt;/strong&gt; del Paese creando una nuova moneta e favorendo gli investimenti esteri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il presidente &lt;strong&gt;ha promesso&lt;/strong&gt; anche di garantire &lt;strong&gt;maggiore partecipazione politica &lt;/strong&gt;alle popolazioni dei governatorati del&lt;strong&gt; Kordufan&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;Blue Nile&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;.  Sul futuro del Sudan ha dichiarato che le politiche della seconda  repubblica saranno incentrate sullo "stato di diritto, la trasparenza e  la giustizia".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;2010&lt;/strong&gt; la &lt;strong&gt;Corte Penale Internazionale&lt;/strong&gt; ha dichiarato Omar al-Bashir &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/22985/Sudan%2C+accusa+di+genocidio+e+nuovo+ordine+di+arresto+per+al+Bashir" target="_self"&gt;colpevole di genocidio&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;crimini contro l'umanità&lt;/strong&gt; proprio per la crisi in Darfur.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-591642611416640566?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/591642611416640566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/sudan-prevista-per-giovedi-la-firma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/591642611416640566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/591642611416640566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/sudan-prevista-per-giovedi-la-firma.html' title='Sudan, prevista per giovedì la firma dell&apos;intesa sul Darfur'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-3718675172014719166</id><published>2011-07-09T06:01:00.000-07:00</published><updated>2011-07-09T06:04:11.343-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nascita di uno Stato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sud Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuovo Stato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritto internazionale'/><title type='text'>Sud Sudan/ Issata nuova bandiera dopo proclamazione indipendenza</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da TM News (&lt;a href="http://www.tmnews.it/"&gt;http:/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.tmnews.it/"&gt;/www.tmnews.it&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Cerimonia a Juba davanti a migliaia di persone e leader stranieri     &lt;/h3&gt;                                                    &lt;img src="http://www.tmnews.it/web/images/602-0-20110709_143202_3CEAE356.jpg" title="Sud Sudan/ Issata nuova bandiera dopo proclamazione indipendenza" alt="Sud Sudan/ Issata nuova bandiera dopo proclamazione indipendenza" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;                                                                      &lt;p id="descrizione_notizia"&gt;          Juba, 9 lug. (TMNews) - Il Sud Sudan ha issato la sua nuova bandiera  dopo aver proclamato l'indipendenza nella cerimonia in corso a Juba,  davanti a numerose delegazioni straniere. La Repubblica del Sud Sudan  diventa così la nazione più giovane del mondo e il 54esimo stato del  continente africano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"noi non ci sottometteremo mai, mai", hanno  scandito migliaia di sud sudanesi, alcuni in lacrime, mentre veniva  issata la bandiera. Poco prima il Presidente del Parlamento del Sud  Sudan, James Wanni Igga, aveva annunciato ufficialmente la  "dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan". Il Sud a maggioranza  cristiana si è così separato dal Nord musulmano dopo decenni di  conflitto, costati la vita a milioni di persone. "Noi, i rappresentanti  democraticamente eletti dal popolo, basandoci sulla volontà del popolo  del Sud Sudan, confermata dai risultati del referendum  sull'autodeterminazione, proclamiamo il Sud Sudan nazione indipendente e  sovrana", ha detto Wanni Igga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia, in corso al  mausoleo eretto in onore dell'ex leader dei ribelli del Sud, John  Garang, si è aperta con l'intervento di due leader religiosi, uno  musulmano e l'altro cristiano, seguito poi da una parata dell'Esercito  popolare di liberazione del Sudan, gli ex ribelli.  "Che Dio doni gioia a  tutto il nostro popolo", ha detto l'arcivescovo cattolico Paulino  Lokudu. "Oggi, ricordiamo e preghiamo per tutti coloro che ci hanno  espresso solidarietà nei lunghi anni di guerra", ha aggiunto, lanciando  quindi un appello perchè ci sia collaborazione tra le due "nazioni  vicine".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi i militari hanno sfilato davanti ai dignitari  seduti nella tribuna di onore, tra cui il Presidente del Sudan Omar al  Bashir, contro cui la Corte penale internazionale dell'Aja ha spiccato  un mandato di arresto per crimini di guerra e contro l'umanità e per  genocidio in Darfur, regione occidentale del Paese. Alla cerimonia sono  presenti il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, l'Ambasciatore  Usa alle Nazioni Unite, Susan Rice, e, per l'Italia, il Sottosegretario  agli Esteri, Alfredo Mantica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte Afp)              &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-3718675172014719166?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/3718675172014719166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/sud-sudan-issata-nuova-bandiera-dopo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3718675172014719166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3718675172014719166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/sud-sudan-issata-nuova-bandiera-dopo.html' title='Sud Sudan/ Issata nuova bandiera dopo proclamazione indipendenza'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-2199791358714357855</id><published>2011-07-08T06:31:00.000-07:00</published><updated>2011-07-08T06:33:05.867-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><title type='text'>Egitto, 'Venerdì del castigo' in piazza Tahrir</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float:right;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Il popolo egiziano ancora in piazza Tahrir: 'niente più pazienza'&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/527/5274/52746.jpg" alt="" height="188" width="250" /&gt;Migliaia di egiziani&lt;/strong&gt; stanno iniziando a radunarsi a &lt;strong&gt;Piazza Tahrir&lt;/strong&gt;,  nel centro della capitale egiziana Il Cairo, per la mobilitazione  organizzata in segno di protesta per la lentezza dei processi contro gli  esponenti dell'amministrazione dell'ex presidente Hosni Mubarak e per  le esitazioni nell'attuazione del processo di riforma. &lt;strong&gt;"Niente più pazienza. Il regime di Mubarak è ancora al potere"&lt;/strong&gt;, ha detto Gehad al-Timsah, insegnante e attivista all'emittente OnTv. Alle proteste odierne, sotto lo slogan "&lt;strong&gt;Venerdì dell'epurazione e del castigo"&lt;/strong&gt;, parteciperanno attivisti e sostenitori di vari partiti politici, compresi i &lt;strong&gt;Fratelli musulmani&lt;/strong&gt;,  nonostante inizialmente il movimento islamico avesse deciso di non  unirsi al milione di manifestanti attesi al Cairo. A Piazza Tahrir,  stando all'agenzia di stampa Dpa, non sono presenti agenti di polizia,  mentre soldati e carri armati sono stati dispiegati intorno agli edifici  governativi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-2199791358714357855?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/2199791358714357855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/egitto-venerdi-del-castigo-in-piazza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/2199791358714357855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/2199791358714357855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/07/egitto-venerdi-del-castigo-in-piazza.html' title='Egitto, &apos;Venerdì del castigo&apos; in piazza Tahrir'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-3863554694003214204</id><published>2011-06-27T06:26:00.000-07:00</published><updated>2011-06-27T06:29:16.685-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hosni Mubarak'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='facebook'/><title type='text'>Egitto, appuntamento in piazza per salvare la rivoluzione</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;  Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float:right;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Da Facebook alcuni attivisti invitano il popolo egiziano a scendere in piazza l'8 luglio per non far crollare la rivoluzione&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/520/5209/52093.jpg" alt="" height="194" width="280" /&gt;E' stata indetta da alcuni attivisti egiziani una &lt;strong&gt;manifestazione&lt;/strong&gt; per l'8 luglio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'appuntamento, divulgato tramite il social network &lt;strong&gt;Facebook &lt;/strong&gt;ho comel'obiettivo quello di preservare la recente rivoluzione che ha portato alla caduta dell'ormai ex presidente &lt;strong&gt;Hosni Mubarak&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come si legge in un comunicato sulla pagina di Facebook (che conta già 55mila iscritti), secondo i protagonisti della &lt;strong&gt;rivolta&lt;/strong&gt; dello scorso febbraio, la &lt;strong&gt;rivoluzione&lt;/strong&gt;  starebbe crollando perchè due importanti e discusse tematiche come la  difesa dei diritti e delle libertà civili sono rimaste invariate dai  tempi del regime di Mubarak e le forze politiche invece di adoperarsi  per risolvere queste questioni appena elencate, si perdono in inutili  discussioni.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-3863554694003214204?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/3863554694003214204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/06/egitto-appuntamento-in-piazza-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3863554694003214204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3863554694003214204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/06/egitto-appuntamento-in-piazza-per.html' title='Egitto, appuntamento in piazza per salvare la rivoluzione'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-4963840733482440274</id><published>2011-06-13T03:11:00.001-07:00</published><updated>2011-06-13T03:14:30.876-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sudan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Sudan, secondo giorno di colloqui sul futuro di Abyei</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;), da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Si discute sul ritiro delle truppe di al-Bashir dalla regione di Abyei, ricca di petrolio &lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/514/5140/51404.jpg" alt="" height="164" width="250" /&gt;Il presidente &lt;strong&gt;Omar al-Bashir&lt;/strong&gt; per il Sudan del nord, e &lt;strong&gt;Salva Kiir&lt;/strong&gt; per quello del sud, si incontreranno oggi per una seconda sessione di colloqui &lt;strong&gt;sulla regione contesa dell'Abyei&lt;/strong&gt;. Secondo quanto riferisce &lt;em&gt;Voice of America,&lt;/em&gt; Al-Bashir sarebbe propenso a &lt;strong&gt;ritirare le truppe&lt;/strong&gt; del nord da Abyei, invasa il mese scorso. I colloqui - mediati dall'ex presidente sudafricano &lt;strong&gt;Thabo Mbeki&lt;/strong&gt;  - sono in corso nella capitale etiope Addis Abeba. Mbeki ha spiegato  che i due leader stanno discutendo sul ritiro di tutte le forze armate  dalla regione, l'&lt;strong&gt;amministrazione di Abyei&lt;/strong&gt;, il possibile &lt;strong&gt;dispiegamento di una forza di pace etiope&lt;/strong&gt; e meccanisimi politici e della sicurezza. &lt;strong&gt;Il sud del Sudan dichiarerà &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26908/Sudan%2C+nasce+ufficialmente+il+Sud+Sudan" target="_blank"&gt;il 9 luglio l'indipendenza&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; dal nord, come stabilito da un &lt;strong&gt;referendum&lt;/strong&gt;  votato a gennaio. Ma l'accordo di pace siglato nel 2005 non è chiaro in  merito alla ricca regione petrolifera di Abyei. Il 21 maggio le truppe  del nord hanno invaso la regione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-4963840733482440274?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/4963840733482440274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/06/sudan-secondo-giorno-di-colloqui-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4963840733482440274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/4963840733482440274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/06/sudan-secondo-giorno-di-colloqui-sul.html' title='Sudan, secondo giorno di colloqui sul futuro di Abyei'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-3634315733883103392</id><published>2011-03-22T15:39:00.000-07:00</published><updated>2011-03-22T15:41:07.394-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>Libia, il punto diplomatico</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;   &lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: right;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/46/465/4650/46502.jpg" alt="" width="310" height="211" /&gt;Il Parlamento di Madrid oggi ha approvato la &lt;strong&gt;partecipazione della Spagna alla &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27486/La+guerra+in+Libia" target="_self"&gt;coalizione internazionale&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  contro il regime di Muhammar Gheddafi, in Libia. Schiacciante la  maggioranza: 336 voti a favore, tre contrari e un'astensione. Con questi  numeri l'assemblea spagnola ha sostenuto la richiesta di intervento  avanzata dal premier socialista &lt;strong&gt;José Louis Zapatero&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure, il sostegno di cui gode questa coalzione internazionale si va  restringendo progressivamente. Sempre oggi, sono arrivati due  importanti moniti da parte di &lt;strong&gt;Brasile e Russia&lt;/strong&gt;. Il gigante sudamericano, attraverso il ministero degli Esteri di Brasilia, ha chiesto un &lt;strong&gt;cessate il fuoco&lt;/strong&gt; che tuteli le vittime dei civili e favorisca una soluzione politica, attraverso il dialogo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La stessa posizione di Mosca. Già ieri, il premier russo&lt;strong&gt; Vladimir Putin&lt;/strong&gt; aveva bollato la missione come una &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27517/Libia%2C+Putin%3A+%27La+risoluzione+Onu+mi+ricorda+una+crociata+medievale%27" target="_self"&gt;"crociata medievale"&lt;/a&gt;, venendo smentito dal presidente &lt;strong&gt;Dimitri Medevedev&lt;/strong&gt; quasi in tempo reale. Oggi, il ministro della Difesa russo, &lt;strong&gt;Anatoli Serdjukov&lt;/strong&gt;,  ha detto all'agenzia Interfax che la "strada più breve per mettere in  sicurezza la popolazione civile passa per un immediato cessate il fuoco e  per l'avvio del dialogo".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma le scintille non corrono solo sulla linea interventisti/ non  interventisti. Pesanti attriti minano anche il fronte che si è mosso  contro Gheddafi. Secondo quanto riferito dal &lt;em&gt;Financial Times&lt;/em&gt; di oggi, nel corso della riunione di ieri a Bruxelles degli ambasciatori Nato, &lt;strong&gt;si sarebbe sfiorata la crisi quando i rappresentanti di &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27492/Libia%2C+Parigi+sostiene+che+i+raid+occidentali+non+hanno+causato+vittime+civili" target="_self"&gt;Francia&lt;/a&gt; e Germania&lt;/strong&gt;  hanno lasciato la sala. Motivo del gelo, le accuse alla Francia di  essersi mossa da sola, senza coordinamento e senza informare gli  alleati, e la Germania di essere recalcitrante. Si era quasi vicini ad  un accordo - riferisce Ft - sul passaggio del comando delle operazioni  alla Nato ma Parigi ha fatto saltare il tavolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proprio per un ingresso nella crisi dell'&lt;strong&gt;Alleanza Atlantica&lt;/strong&gt;, si sta spendendo il ministro degli Esteri italiano &lt;strong&gt;Franco Frattini&lt;/strong&gt;,  raccogliendo l'ostile indifferenza francese. La stessa richiesta è  arrivata oggi dal Canada, mentre altre due potenze rimangono fermamente  contrarie ad un intervento armato, Cina e India. Lo ha detto  espressamente il ministtro degli Esteri cinese, Jiang Yu. "'L'&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27458/Libia%2C+Consiglio+di+Sicurezza+Onu+approva+%27No+Fly+Zone%27" target="_self"&gt;obiettivo originale&lt;/a&gt; della &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27467/Tripoli%2C+dopo+la+Risoluzione+1973" target="_self"&gt;Risoluzione del Consiglio di sicurezza&lt;/a&gt;  dell'Onu era quello di proteggere il popolo della Libia. Ci  opponiamo  all'uso della forza militare che porterà a ulteriori  vittime civili e a  un disastro umanitario ancora più ampio".&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;    &lt;a href="http://it.peacereporter.net/area/49/1/Libia" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-3634315733883103392?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/3634315733883103392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/03/libia-il-punto-diplomatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3634315733883103392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/3634315733883103392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/03/libia-il-punto-diplomatico.html' title='Libia, il punto diplomatico'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-1368566113712141167</id><published>2011-03-01T06:06:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T06:08:12.288-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Libia, Mosca: 'Gheddafi vada via'</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;a title="ShareThis via email, AIM, social bookmarking and networking sites, etc." class="stbutton stico_default"&gt;&lt;span class="stbuttontext"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Secondo fonti del Cremlino, Gheddafi è  un leader politicamente morto e deve farsi da parte. Ma il ministro  degli Esteri Lavrov raccomanda prudenza&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: right;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/45/452/4523/45238.jpg" alt="" width="310" height="239" /&gt;Il Cremlino scarica &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27104/Libia%2C+se+il+tiranno+non+bluffa" target="_self"&gt;Muammar Gheddafi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: una fonte della presidenza russa ha riferito all'agenzia &lt;em&gt;Interfax&lt;/em&gt;  quella che è la linea politica che Mosca intende seguire sulla crisi  libica. Una posizione dura, quella russa, nei confronti del leader  libico, che viene definito "&lt;strong&gt;un cadavere&lt;/strong&gt;, da un punto di vista politico, incapace di tornare a sedere tra i leader del mondo civilizzato".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Al vertice russo, in particolar modo al &lt;strong&gt;presidente Dmitri Medvedev&lt;/strong&gt;, non è affatto piaciuto il ricorso alla forza e alla &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27032/Libia%2C+%27%E8+un+vero+massacro%27%3A+le+vittime+della+guerra+civile+sono+almeno+2+mila" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;brutalità contro il proprio stesso popolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, da parte del colonnello libico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;Eppure, proprio la Russia - come la Cina - viene percepita come una potenza che potrebbe &lt;strong&gt;intralciare un eventuale &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27132/Libia%2C+Gran+Bretagna+valuta+intervento+armato" target="_self"&gt;intervento militare&lt;/a&gt; sotto l'egida delle Nazioni Unite&lt;/strong&gt;, dal momento che Mosca e Pechino, in quanto membri del Consiglio di Sicurezza, detengono il &lt;strong&gt;potere di veto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, erano state lette le parole pronunciate dal ministro degli Esteri russo, &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25275/Russia%2C+chiesta+chiarezza+sui+piani+della+Nato" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Sergei Lavrov&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, il quale questa mattina, da Ginevra, aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano di una eventuale imposizione di una &lt;strong&gt;&lt;em&gt;no fly zone&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  sui cieli libici da parte dell'Onu, sostenendo che la comunità  internazionale al momento deve preoccuparsi di far rispettare la  risoluzione adottata sabato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Più che inasprire le misure contro il regime libico, come la &lt;em&gt;no fly zone&lt;/em&gt; appunto, si deve insistere sulla diplomazia. Questo il senso delle parole del ministro, il quale ha precisato di &lt;strong&gt;non aver affrontato la questione&lt;/strong&gt; nel corso del colloquio avuto ieri con il suo omologo americano, il Segretario di Stato &lt;strong&gt;Hillary Clinton&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-1368566113712141167?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/1368566113712141167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/03/libia-mosca-gheddafi-vada-via.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/1368566113712141167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/1368566113712141167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/03/libia-mosca-gheddafi-vada-via.html' title='Libia, Mosca: &apos;Gheddafi vada via&apos;'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-6486114270863841221</id><published>2011-02-25T02:29:00.001-08:00</published><updated>2011-02-25T02:31:19.745-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insorti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fratelli musulmani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intifada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nazionalisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='opposizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gheddafi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='jihad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Libia: dagli islamici ai liberali, la galassia dell'opposizione a Gheddafi</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Fratelli Musulmani, Fronte Nazionale di Salvezza libica e movimenti jihadisti le forze principali&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/45/450/4506/45069.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;Sono &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27067/Libia%2C+una+questione+tribale" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;le tribù e i clan&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che, principalmente, compongono il tessuto sociale e politico in Libia. I maggiori esponenti dell'&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27031/Rivolta+libica" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;opposizione&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; a &lt;strong&gt;Muammar Gheddafi&lt;/strong&gt; vivono in esilio all'estero, ma restando nel Paese nordafricano i principali movimenti che si oppongono al suo regime sono i &lt;strong&gt;Fratelli Musulmani&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Fronte Nazionale di Salvezza libica&lt;/strong&gt; e i &lt;strong&gt;movimenti jihadisti&lt;/strong&gt;, oltre a esponenti &lt;strong&gt;liberali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;socialisti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;nazionalisti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;I FRATELLI MUSULMANI&lt;/strong&gt;. La  Fratellanza musulmana libica è nata nel 1979 e, come il resto del  gruppo islamico nel mondo arabo, ha come principio fondante quello dello  «Stato e della religione islamica». Dopo il 1993, i Fratelli islamici  libici hanno iniziato a chiamarsi Fratelli musulmani libici. Durante gli  anni Settanta e Ottanta, a causa del duro approccio repressivo  dell'amministrazione Gheddafi nei loro confronti, i fondatori del  movimento hanno tenuto le loro azioni molto segrete. I Fratelli  musulmani libici ritengono che la Libia sia una parte inseparabile del  mondo islamico e considerano il regime di Gheddafi come contrario  all'Islam, che combatte le libertà e opprime il popolo. La Fratellanza  sostiene infine che il divieto alla formazione di partiti politici in  Libia da parte dell'amministrazione Gheddafi e il suo rigido controllo  sui sindacati, la magistratura e tutte le organizzazioni sociali sono  contrarie ai diritti umani.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;FRONTE NAZIONALE DI SALVEZZA LIBICA&lt;/strong&gt;.  Fondato nel 1981 in opposizione all'amministrazione Gheddafi, il Fronte  punta a rovesciare Gheddafi e a istaurare un sistema costituzionale e  democrarico. Se il colonnello dovesse abbandonare il potere, il Fronte  ha in programma la formazione di un'assemblea di ministri e di un  governo ad interim la cui durata non dovrà essere superiore a un anno.  Entro sei mesi dalla nascita dell'esecutivo temporaneo, si dovrà poi  procedere a elezioni generali. Tramite un referendum verrà quindi  riscritta la Costituzione in base alla quale si procederà alla elezioni  di un nuovo capo di Stato. In modo da evitare che l'autorità venga presa  in mano da un solo individuo, com'era ora, si provvederà a una sua  distribuzione su diverse istituzioni dello Stato in base ai principi  della separazione dei poteri. Il Fronte punta anche alla protezione  della sacralità e della spiritualità della Libia, mentre le risorse del  Paese dovranno essere messe al servizio del suo popolo, degli Stati  fratelli e confinanti e di tutta l'umanità, come si legge nel programma  politico del gruppo. Per modificare l'immagine negativa che la Libia si è  conquistata sull'area internazionale durante il regime di Gheddafi, il  movimento punterà a stabilire buone relazioni basate sul rispetto  reciproco con i Paesi vicini e con il resto del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;MOVIMENTI JIHADISTI&lt;/strong&gt;. Tra  questi, in Libia si registrano il 'Movimento dei martirì e il 'Gruppo  di combattimento islamicò. Il primo conflitto tra questi due movimenti e  il regime di Gheddafi risale al 1986 a Bengasi. Nell'agosto di  quell'anno Ahmed Misbah al Warifli, membro dei 'Comitati della  Rivoluzionè creati da Gheddafi a Bengasi, fu ucciso da nove membri del  movimento jihadista come risposta alla dura repressione di Tripoli nei  confronti degli abitanti di questa città e soprattutto dei suoi  venditori ambulanti. Nell'ottobre del 1987 Gheddafi fece giustiziare i  nove membri del Jihad che uccisero Warifli e da allora iniziò un lungo  periodo di conflitto tra le parti. Gli uomini dei 'Comitati della  Rivoluzionè vennero quindi percepiti come nemici dalla gente di Bengasi e  da allora si tennero diversi raid contro le moschee gestite dai  movimenti jihadisti, soprattutto a Tripoli, con diverse perdite su  entrambi i fronti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;NAZIONALISTI, SOCIALISTI, LIBERALI&lt;/strong&gt;.  Il 15 febbraio del 2011, i movimenti del jihad hanno formato un nuovo  gruppo chiamato 'Movimento islamico libico per il Cambiamentò.  Annunciando di non essere armati, i membri del gruppo hanno sottolineato  la volontà di portare un cambiamento nel governo libico in modo  pacifico. Del movimento fanno parte esponenti religiosi e membri di  gruppi islamici. Dopo l'indipendenza della Libia, sulla scena politica  si sono affacciati anche movimenti socialisti cone il partito Arab  Baath, Hizb ut Tahrir al Islami e movimenti arabi nazionalisti. Tra loro  anche comunisti, socialisti, liberali e partigiani per la democrazia  nel Paese. Come in altri Paesi arabi, comunque, la stragrande  maggioranza della popolazione in Libia non ha legami con alcun partito  politico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Fonte: Brt/AKI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;    &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-6486114270863841221?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/6486114270863841221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/02/libia-dagli-islamici-ai-liberali-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/6486114270863841221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/6486114270863841221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/02/libia-dagli-islamici-ai-liberali-la.html' title='Libia: dagli islamici ai liberali, la galassia dell&apos;opposizione a Gheddafi'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-1760048839801134323</id><published>2011-01-29T11:19:00.000-08:00</published><updated>2011-01-29T11:21:51.627-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><title type='text'>Il Cairo, 50mila in piazza: "Mubarak via" finora oltre 100 morti, è sfida al coprifuoco</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "La Repubblica" (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.repubblica.it"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Il governo si è dimesso, il capo  dei servizi segreti nominato vicepresidente. La famiglia del leader  sarebbe fuggita a Londra. Carri armati circondano piazza Tahir. El  Baradei: "Torno in strada per il cambiamento". Appello Ue: "Cessi la  violenza"&lt;/h3&gt;                                                               &lt;div class="sidebar"&gt;                                                                                                                                &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2011/01/29/125033209-3ad74bba-803d-4a59-ada5-b68788c34cd4.jpg" alt="Il Cairo, 50mila in piazza: &amp;quot;Mubarak via&amp;quot; finora oltre 100 morti, è sfida al coprifuoco" title="Il Cairo, 50mila in piazza: &amp;quot;Mubarak via&amp;quot; finora oltre 100 morti, è sfida al coprifuoco" width="300" height="207" /&gt;&lt;/p&gt;                                                                                      &lt;/div&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;strong&gt;IL CAIRO&lt;/strong&gt; -   L'Egitto è in fiamme. A decine di migliaia in piazza chiedono che il  presidente Mubarak lasci, assalti ai ministeri rintuzzati a colpi di  arma da fuoco dalla polizia. La gente sfida il coprifuoco: a migliaia  restano per strada. La televisione satellitare Al Jazeera ha mostrato  immagini di carri armati in movimento letteralmente sommersi da  manifestanti con bandiere e cartelli. Manifestazioni non solo nella  capitale, ma anche in altre città. E un bilancio di almeno 100 morti  dall'inizio della rivolta. I cambiamenti politici si susseguono a  velocità vertiginosa: dopo &lt;a class="Articolo footnote" href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/news/scontri_e_morti_in_tutto_l_egitto_il_presidente_in_tv_e_complotto-11795852"&gt;discorso alla nazione pronunciato ieri &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;  dal presidente, il governo del premier Ahmed Nazif si è dimesso. Nel  pomeriggio il generale Omar Soleiman, capo dei servizi segreti, è stato  nominato vicepresidente al termine di una riunione convocata da Mubarak  per fronteggiare la crisi. L'incarico di formare un nuovo esecutivo è  stato affidato al ministro dell'aviazione civile, Ahmed Shafik.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel  frattempo, Ahmad Ezz, uno degli uomini d'affari più in vista del paese e  segretario aggiunto del partito di Mubarak, il Pnd, si è dimesso e  stando ad indiscrezioni starebbe pensando di fuggire all'estero. Già a  Londra sarebbero inoltre, stando sempre ad Al Jazeera, i due figli e la  moglie di Mubarak. La notizia è stata però smentita dalla tv di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte &lt;div style="display: none;" class="adv adv-middle-inline"&gt; &lt;/div&gt;  mosse che gli Stati Uniti, sino ad oggi alleato fondamentale  dell'Egitto, bocciano però come un'inutile melina. Le autorità egiziane,  sostiene con un messaggio su Twitter il portavoce del Dipartimento di  Stato americano, P. J. Crowley,  "non possono semplicemente mescolare le  carte e rimanere fermi". "E' ora che Mubarak - aggiunge Crowley - dopo  aver parlato di riforme, faccia seguire fatti concreti alle sue parole".  Un concetto già espresso in modo esplicito ieri dal presidente Barack  Obama. Giudizio simile a quello espresso da Mohamed ElBaradei, premio  Nobel per la pace e figura chiave dell'opposizione egiziana. Le nuove  nomine ai vertici egiziani, ha sottolineato, sono solo una mossa "per  prendere tempo" perché in realtà serve un governo di unità nazionale e  "la presidenza non deve essere in mano ai generali ma deve essere eletta  dal popolo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La giornata.&lt;/strong&gt; Alle 16 ora locale  (le 15 in Italia) è scattato il nuovo coprifuoco ma in piazza Tahir, al  Cairo, sono ancora decine di migliaia i manifestanti che inveiscono  slogan contro Mubarak. La piazza, epicentro delle manifestazioni di &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/news/scontri_e_morti_in_tutto_l_egitto_il_presidente_in_tv_e_complotto-11795852" class="Articolo footnote"&gt;protesta di ieri &lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;,  è circondata dai blindati dell'esercito egiziano. Al Jazeera riferisce  di un nuovo assalto della folla al ministero dell'Interno, con la  polizia che ha aperto il fuoco. Nello scontro sarebbero rimaste uccise  tre persone. La tv satellitare riporta anche di scontri a fuoco nei  pressi della zecca della Banca centrale d'Egitto e di una folla di  dimostranti in marcia verso la sede della televisione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera  resta molto tesa e i manifestanti sembrano intenzionati a ignorare il  coprifuoco, nonostante gli appelli dell'esercito. Attraverso la tv di  Stato, i vertici militari hanno chiesto alla popolazione di evitare gli  assembramenti e di rispettare il coprifuoco. Rientrato dagli Usa il capo  di stato maggiore egiziano, Sami Anan, ieri alla guida di una  delegazione militare a colloquio con il Pentagono. Al Jazeera riferisce  che l'esercito considera pericolosissimo l'attuale "vuoto di sicurezza":  le forze armate assicurano il loro impegno a non fare uso della  violenza contro i cittadini, ma di avere ricevuto "l'ordine di usare la  mano pesante con chi viola il coprifuoco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro degli  Esteri italiano Franco Frattini ha assicurato comunque che "non ci sono  assolutamente timori per gli italiani" presenti al momento in Egitto.  Allo stesso modo la Farnesina precisa che non risultano italiani  coinvolti negli incidenti, invitando però chi non avesse urgenza a  rinviare eventuali viaggi in Egitto. Alitalia ha tra l'altro comunicato  di aver modificato gli orari di una serie di voli per Il Cairo. L'elenco  dettagliato è disponibile sul &lt;a class="footnote" href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/news/egitto_di_nuovo_in_piazza_mubarak_vattene-11796988/www.alitalia.it"&gt;sito della compagnia aerea &lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel  corso della mattinata, mentre le autorità estendevano dalle 4 del  pomeriggio di oggi fino alle 8 di domani mattina ora locale il  coprifuoco nelle città del Cairo, Alessandria e Suez, la folla in piazza  Tahir è cresciuta di numero fino a raggiungere almeno le 50mila  persone. La polizia ha sparato ed esploso gas lacrimogeni per  allontanare un migliaio di persone all'assalto del ministero  dell'interno e, successivamente, ha sparato in aria per disperdere un  gruppo di manifestanti che tentava di entrare nel Parlamento, secondo  quanto riferiscono fonti dei servizi di sicurezza egiziani. Il capo  delle antichità egiziane, Zahi Hawass, ha raccontato alla tv di Stato di  un tentativo di saccheggio respinto al Museo Egizio. Negli incidenti  sarebbero però andate distrutte due mummie di faraoni. Poi la polizia è  praticamente scomparsa dalle strade del centro, lasciando ai blindati  dell'esercito il presidio delle sedi istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scontri ad Alessandria, Ismailia, Suez&lt;/strong&gt;.  Nel pomeriggio era prevista una nuova manifestazione ad Alessandria  d'Egitto, ma i manifestanti sono scesi in strada sin dal mattino e  testimoni parlano di scontri e polizia che spara. A Ismailia, città sul  canale di Suez, migliaia di lavoratori portuali si sono confrontati con  agenti che volevano impedire loro di raggiungere il luogo di lavoro. Gli  agenti hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma. Cortei in  corso anche a Suez.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Incertezza sul bilancio delle vittime&lt;/strong&gt;.  Il ministero della Sanità egiziano parla di 38 morti nelle violenze di  ieri, il "Venerdi della collera" inscenato dall'opposizione in tutto  l'Egitto: 12 al Cairo, uno a Giza, tre a Porto Said, 8 ad Alessandria,  12 a Suez e due a Mansura. Dati che stridono con le cifre diffuse da  altre fonti. Secondo i testimoni sul luogo, 30 corpi, tra cui quelli di  due bambini, sono stati portati all'ospedale Damardash. Il  corrispondente di Al Jazeera da Alessandria sostiene di aver visto in  obitorio i cadaveri di 23 persone. E a Suez la protesta è costata almeno  altre 11 vite. Per Al Jazeera, il bilancio provvisorio dei disordini  scoppiati in tutto l'Egitto da martedì scorso è di oltre 100 morti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Infiltrati islamici dalla Striscia di Gaza&lt;/strong&gt;.  A Rafah, alla frontiera con la striscia di Gaza, i dimostranti hanno  attaccato la sede della prefettura, secondo testimoni sarebbero stati  uccisi tre agenti di polizia. Nella zona circolano inoltre voci  riguardanti palestinesi di Gaza che attraversano il valico di Rafah ed  entrano in Egitto approfittando dell'assenza dei controlli di polizia.  Secondo l'inviato di Al Jazeera, vi sarebbero anche decine di miliziani  islamici che, approfittando del caos, si stanno infiltrando in Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carceri nel caos&lt;/strong&gt;.  Durante la notte si sarebbe verificata anche l'evasione di centinaia di  detenuti comuni dalle celle di sicurezza di alcuni commissariati del  Cairo. Secondo l'inviato di Al Jazeera, per alcune ore c'è stato un  vuoto nella gestione della sicurezza, in particolare quando la  responsabilità è passata dalla polizia all'esercito. L'evasione avrebbe  avuto luogo in quell'intervallo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Mubarak a Re Abdallah: "Situazione stabile"&lt;/strong&gt;.  A Mubarak giunge invece la solidarietà di re Abdallah, che riferisce di  un suo colloquio telefonico con il presidente egiziano. Al sovrano  saudita, Mubarak avrebbe detto che in Egitto "la situazione è stabile.  Il mondo non ha visto altro che le azioni di alcuni gruppi che non  vogliono stabilità e sicurezza per gli egiziani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lega Araba: "Politica egiziana cambi"&lt;/strong&gt;.  Il segretario della Lega Araba, l'egiziano Amr Moussa, ha detto oggi  che "la politica in Egitto va cambiata. Bisogna prendere in  considerazione la rabbia del popolo egiziano'". Anche l'Unione africana,  per voce del presidente della sua commissione, Jean Ping, in conferenza  stampa ad Addis Abeba, si dice "preoccupata" per le violente  manifestazioni di protesta e per la situazione politica in Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Iran: "Egitto, onda islamica di giustizia"&lt;/strong&gt;.  Dall'Iran, attraverso un portavoce, il ministero degli Esteri Ramin  Mehman-Parast dichiara che le proteste in Egitto sono in linea con  "un'ondata islamica" che vuole "la giustizia". "La Repubblica islamica  dell'Iran - ha aggiunto il portavoce del ministro di Teheran - si  aspetta che le autorità egiziane ascoltino la voce della nazionale  musulmana dell'Egitto, vengano incontro alle sue giuste richieste ed  evitino il ricorso alla violenza contro questa ondata islamica che si  muove con il movimento del popolo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ue: "Cessino le violenze"&lt;/strong&gt;.  Il presidente dell'Unione Europea, Herman Van Rompuy, ha lanciato un  appello perché cessino le violenze in Egitto, siano rilasciate tutte le  persone arrestate per ragioni politiche, inclusi i politici, sia fissato  un processo di riforme. ''Il rispetto per i diritti fondamentali  dell'uomo - dice Van Rompuy -, come la libertà di espressione, il  diritto di comunicare, il diritto di riunirsi in assemblee libere come  pure l'inclusione sociale sono elementi costitutivi della democrazia che  la gente egiziana, in particolare i giovani, stanno cercando di  ottenere''.                                                         &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;                      &lt;span&gt;(29 gennaio 2011)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-1760048839801134323?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/1760048839801134323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/01/il-cairo-50mila-in-piazza-mubarak-via.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/1760048839801134323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/1760048839801134323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/01/il-cairo-50mila-in-piazza-mubarak-via.html' title='Il Cairo, 50mila in piazza: &quot;Mubarak via&quot; finora oltre 100 morti, è sfida al coprifuoco'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8042593512747543371.post-2232370026447493056</id><published>2011-01-28T14:49:00.001-08:00</published><updated>2011-01-28T14:51:16.532-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Egitto in fiamme, Mubarak mobilita l'esercito</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peacereporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coprifuoco al Cairo, Alessandria e Suez dalle diciotto di sera alle sette del mattino&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/43/435/4353/43537.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;&lt;strong&gt;Coprifuoco &lt;/strong&gt;al  Cairo, Alessandria e Suez dalle diciotto di sera alle sette del  mattino. E' l'ultima imposizione del presidente egiziano, Hosni &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26507/Egitto%2C+attacco+al+Faraone"&gt;&lt;strong&gt;Mubarak&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, per porre un freno alle &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26581/Egitto%2C++disordini+al+Cairo%3A+quattro+morti+e+decine+di+feriti"&gt;&lt;strong&gt;proteste&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;che da quasi una settimana stanno mettendo sotto assedio il Paese.&lt;br /&gt;Inutili gli sforzi della &lt;strong&gt;polizia&lt;/strong&gt; di sedare le proteste, al punto che Mubarak, in veste di comandante supremo delle forze armate, ha ordinato l'intervento dei &lt;strong&gt;militari&lt;/strong&gt;.  Secondo testimonianze ancora non confermate, decine di persone sono  state viste salire sui carri armati nelle strade di Suez e i militari  egiziani avrebbero aperto il fuoco. Mentre scende la sera, la  televisione araba Al Jazeera sta mostrando il centro del Cairo dove  colpi di armi da fuoco si susseguono senza sosta. Nella capitale è il  caos, così come in altre parti del Paese. Centinaia di migliaia di  manifestanti hanno &lt;strong&gt;occupato il centro di Alessandria d'Egitto&lt;/strong&gt;, nella maggior parte della città non si vedono più agenti delle forze di sicurezza egiziane e i manifestanti hanno&lt;strong&gt; appiccato un incendio&lt;/strong&gt; al palazzo sede della provincia, nel centro della città.&lt;br /&gt;Fra quanche ora il rais farà un &lt;strong&gt;discorso televisivo&lt;/strong&gt;.  In fiamme anche la sede la sede del partito Democratico Nazionale al  Cairo. Ancora non è chiaro se l'ex segretario generale dell'Aiea El  Baradei, inizialmente trattenuto dalla polizia, sia in stato di arresto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8042593512747543371-2232370026447493056?l=11estafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://11estafrica.blogspot.com/feeds/2232370026447493056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/01/egitto-in-fiamme-mubarak-mobilita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/2232370026447493056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8042593512747543371/posts/default/2232370026447493056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://11estafrica.blogspot.com/2011/01/egitto-in-fiamme-mubarak-mobilita.html' title='Egitto in fiamme, Mubarak mobilita l&apos;esercito'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
