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venerdì 23 agosto 2013

Egitto: verso bando partiti religiosi

da www.ansa.it

Bozza Costituzione, via articolo su interpretazione Sharia

23 agosto, 10:26

Egitto: verso bando partiti religiosi (ANSA) - IL CAIRO, 23 AGO - Bando per i partiti religiosi, cancellazione dell'art. 219 sull'interpretazione della Sharia: sono gli emendamenti alla Costituzione del comitato di revisione pubblicati dalla stampa governativa egiziana. Dopo il passaggio in un altro comitato, tra due mesi la Carta sara' sottoposta a referendum.

lunedì 5 agosto 2013

Inviati Usa-Ue-arabi vedono n.2 Fratelli

da www.ansa.it

In carcere di notte mediatori incontrano el-Shater

05 agosto, 11:59

Inviati Usa-Ue-arabi vedono n.2 Fratelli (ANSA) - IL CAIRO, 5 AGO - Inviati di Usa, Ue , Emirati e Qatar hanno fatto visita nella notte al numero 2 dei Fratelli musulmani in carcere, Khairat el-Shater. Lo rivela l'agenzia Mena. Gli sforzi della mediazione internazionale sono mirati a risolvere il sanguinario conflitto tra i sostenitori di Mohamed Morsi ed il governo ad interim messo su dai militari dopo la deposizione del presidente islamico il 3 luglio scorso.

domenica 4 agosto 2013

Libia, si dimette il vicepremier Barasi

da www.ansa.it

"Zeidan non affronta problemi, a me troppi pochi poteri"

04 agosto, 03:18

Libia, si dimette il vicepremier Barasi (ANSA) - BENGASI (LIBIA), 4 AGO - Il vice premier libico Awad al-Barasi si è dimesso ieri, affermando di non aver ricevuto poteri sufficienti per svolgere le sue funzioni. "Non posso lavorare in un governo disfunzionale in cui i miei poteri vanno persi", ha dichiarato Barasi in conferenza stampa a Bengasi.

Barasi ha criticato il Gabinetto del primo ministro Ali Zeidan, accusandolo di non affrontare i problemi della Libia in modo reale.

venerdì 2 agosto 2013

Sud Sudan, nominato il nuovo governo

da www.corriere.it

Rimpasto governativo

Il governatore dello Stato di Jonglei nominato a capo della Difesa Dhieu Dau mantiene il dicastero del petrolio

Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit (Reuters)Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit (Reuters)
JUBA (Repubblica del Sud Sudan) – A una settimana esatta dallo scioglimento del Governo, il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, ha reso pubblica la lista dei nuovi ministri. Con una casella ancora vuota: quella – ambita e temuta – del vice presidente, fino a martedì scorso occupata dal rivale Riek Machar Teny, protagonista nei mesi scorsi di una sfida sempre più aperta al capo dello Stato, nella lunga rincorsa verso le elezioni del 2015. Un segno di distensione che, per quanto non definitivo, lascia sperare in una risoluzione pacifica dello scontro di poteri che negli ultimi giorni aveva avvolto la capitale e l’intero Paese in una cappa di tensione e di attesa nervosa. L’ANNUNCIO – Come la scorsa settimana, con il decreto di scioglimento del governo, anche ieri l’annuncio è stato dato in diretta sulla televisione di Stato. La lista, in attesa di ratifica ufficiale (ma si tratta di una mera formalità), è già sulla bocca di tutti. Poche le conferme, ma di un certo peso; le multinazionali hanno salutato con un sospiro di sollievo quella di Stephen Dhieu Dau al dicastero chiave del Petrolio e delle Attività estrattive. «Proseguiremo lungo la strada seguita negli ultimi due anni», ha dichiarato Dhieu Dau. Un messaggio rassicurante per chi ha scelto di investire nei campi di petrolio sudsudanesi (fino al 2012, responsabili per circa il 96% del Pil nazionale), anche durante l’anno di chiusura dei rubinetti in seguito allo scontro con Khartoum sui dazi da pagare per l’uso dell’oleodotto verso Port Sudan. Rispuntano nomi del passato, come quello di Abdullah Deng Nihal, musulmano, che nel 2010 aveva corso come candidato alla presidenza sudanese per il Partito Popolare del Congresso dell’ideologo islamista al-Turabi. Imparentato con l’eroe della liberazione John Garang, Deng Nihal è noto per aver sostenuto l’ipotesi unitaria nel referendum che, nel 2011, ha portato all’indipendenza del Sud Sudan.
LE CONTESTAZIONI - Più discussa la nomina alla Difesa: Kuol Manyang Juuk, attuale governatore dello Stato di Jonglei, diventerà il titolare di uno dei ministeri più «sensibili» del nuovo esecutivo. Tra i capi più temuti della guerriglia di liberazione durante la guerra civile, Manyang è stato accusato di non saper gestire l’ondata di violenza che da ormai un anno ha travolto la regione, dove la milizia dei Murle guidati dal ribelle David Yau Yau è impegnata in un conflitto sanguinoso con l’esercito regolare. Con oltre centomila civili in fuga dalle proprie case e report sempre più frequenti di atroci violazioni dei diritti umani, quella di Jonglei è una catastrofe umanitaria sfuggita ad ogni controllo. E non confortano alcune voci in circolazione a Juba, secondo le quali la promozione di Manyang sarebbe il primo passo per offrire il governatorato a Yau Yau, in cambio della fine delle ostilità. Un’ipotesi che non lascia tranquilli i Lou Nuer, principali antagonisti dei Murle. E del resto, la questione tribale è al centro di ogni dibattito politico in Sud Sudan: il nuovo esecutivo, che riduce il numero dei ministeri da 29 a 18, conferma la predominanza dell’etnia Dinka – quella del presidente Salva Kiir - nei posti di potere. Solo quattro dei neo ministri sono di etnia Nuer (quella del vice presidente appena rimosso), e altrettanti provengono dalle tribù dell’Equatoria, l’area meridionale del Paese, da sempre marginalizzata nella distribuzione degli incarichi centrali. Per molti, il nuovo cabinetto riflette la lealtà dei suoi componenti verso il presidente: coloro che sono stati critici nei confronti di Salva Kiir non hanno ricevuto alcun incarico. Una mossa che potrebbe rivelarsi controproducente, favorendo un’alleanza all’opposizione in vista del nuovo appuntamento elettorale. Nel mentre, a Juba si attende che l’ultima casella, la più importante, venga riempita. Con tutta probabilità, dentro le stanze blindate del palazzo presidenziale, Salva Kiir sta a sua volta aspettando di leggere le reazioni della popolazione a questa tornata di nomine, prima di azzardare la mossa finale sulla scacchiera.
(modifica il 2 agosto 2013)
Gabriela Jacomella