Il mio blog principale: http://mikelogulhi.blogspot.com
Il blog centrale in italiano (dove puoi vedere, a destra, quali sono gli ultimi blog in italiano aggiornati): http://ilmondofuturo.blogspot.com

martedì 22 marzo 2011

Libia, il punto diplomatico

Articolo tratto da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)

Il Parlamento di Madrid oggi ha approvato la partecipazione della Spagna alla coalizione internazionale contro il regime di Muhammar Gheddafi, in Libia. Schiacciante la maggioranza: 336 voti a favore, tre contrari e un'astensione. Con questi numeri l'assemblea spagnola ha sostenuto la richiesta di intervento avanzata dal premier socialista José Louis Zapatero.

Eppure, il sostegno di cui gode questa coalzione internazionale si va restringendo progressivamente. Sempre oggi, sono arrivati due importanti moniti da parte di Brasile e Russia. Il gigante sudamericano, attraverso il ministero degli Esteri di Brasilia, ha chiesto un cessate il fuoco che tuteli le vittime dei civili e favorisca una soluzione politica, attraverso il dialogo.

La stessa posizione di Mosca. Già ieri, il premier russo Vladimir Putin aveva bollato la missione come una "crociata medievale", venendo smentito dal presidente Dimitri Medevedev quasi in tempo reale. Oggi, il ministro della Difesa russo, Anatoli Serdjukov, ha detto all'agenzia Interfax che la "strada più breve per mettere in sicurezza la popolazione civile passa per un immediato cessate il fuoco e per l'avvio del dialogo".

Ma le scintille non corrono solo sulla linea interventisti/ non interventisti. Pesanti attriti minano anche il fronte che si è mosso contro Gheddafi. Secondo quanto riferito dal Financial Times di oggi, nel corso della riunione di ieri a Bruxelles degli ambasciatori Nato, si sarebbe sfiorata la crisi quando i rappresentanti di Francia e Germania hanno lasciato la sala. Motivo del gelo, le accuse alla Francia di essersi mossa da sola, senza coordinamento e senza informare gli alleati, e la Germania di essere recalcitrante. Si era quasi vicini ad un accordo - riferisce Ft - sul passaggio del comando delle operazioni alla Nato ma Parigi ha fatto saltare il tavolo.

Proprio per un ingresso nella crisi dell'Alleanza Atlantica, si sta spendendo il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, raccogliendo l'ostile indifferenza francese. La stessa richiesta è arrivata oggi dal Canada, mentre altre due potenze rimangono fermamente contrarie ad un intervento armato, Cina e India. Lo ha detto espressamente il ministtro degli Esteri cinese, Jiang Yu. "'L'obiettivo originale della Risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu era quello di proteggere il popolo della Libia. Ci opponiamo all'uso della forza militare che porterà a ulteriori vittime civili e a un disastro umanitario ancora più ampio".

martedì 1 marzo 2011

Libia, Mosca: 'Gheddafi vada via'

Articolo tratto da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)

Secondo fonti del Cremlino, Gheddafi è un leader politicamente morto e deve farsi da parte. Ma il ministro degli Esteri Lavrov raccomanda prudenza

Il Cremlino scarica Muammar Gheddafi: una fonte della presidenza russa ha riferito all'agenzia Interfax quella che è la linea politica che Mosca intende seguire sulla crisi libica. Una posizione dura, quella russa, nei confronti del leader libico, che viene definito "un cadavere, da un punto di vista politico, incapace di tornare a sedere tra i leader del mondo civilizzato".


Al vertice russo, in particolar modo al presidente Dmitri Medvedev, non è affatto piaciuto il ricorso alla forza e alla brutalità contro il proprio stesso popolo, da parte del colonnello libico.


Eppure, proprio la Russia - come la Cina - viene percepita come una potenza che potrebbe intralciare un eventuale intervento militare sotto l'egida delle Nazioni Unite, dal momento che Mosca e Pechino, in quanto membri del Consiglio di Sicurezza, detengono il potere di veto.


In questo senso, erano state lette le parole pronunciate dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il quale questa mattina, da Ginevra, aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano di una eventuale imposizione di una no fly zone sui cieli libici da parte dell'Onu, sostenendo che la comunità internazionale al momento deve preoccuparsi di far rispettare la risoluzione adottata sabato.

Più che inasprire le misure contro il regime libico, come la no fly zone appunto, si deve insistere sulla diplomazia. Questo il senso delle parole del ministro, il quale ha precisato di non aver affrontato la questione nel corso del colloquio avuto ieri con il suo omologo americano, il Segretario di Stato Hillary Clinton.