Il mio blog principale: http://mikelogulhi.blogspot.com
Il blog centrale in italiano (dove puoi vedere, a destra, quali sono gli ultimi blog in italiano aggiornati): http://ilmondofuturo.blogspot.com

sabato 29 gennaio 2011

Il Cairo, 50mila in piazza: "Mubarak via" finora oltre 100 morti, è sfida al coprifuoco

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Il governo si è dimesso, il capo dei servizi segreti nominato vicepresidente. La famiglia del leader sarebbe fuggita a Londra. Carri armati circondano piazza Tahir. El Baradei: "Torno in strada per il cambiamento". Appello Ue: "Cessi la violenza"

IL CAIRO - L'Egitto è in fiamme. A decine di migliaia in piazza chiedono che il presidente Mubarak lasci, assalti ai ministeri rintuzzati a colpi di arma da fuoco dalla polizia. La gente sfida il coprifuoco: a migliaia restano per strada. La televisione satellitare Al Jazeera ha mostrato immagini di carri armati in movimento letteralmente sommersi da manifestanti con bandiere e cartelli. Manifestazioni non solo nella capitale, ma anche in altre città. E un bilancio di almeno 100 morti dall'inizio della rivolta. I cambiamenti politici si susseguono a velocità vertiginosa: dopo discorso alla nazione pronunciato ieri 1 dal presidente, il governo del premier Ahmed Nazif si è dimesso. Nel pomeriggio il generale Omar Soleiman, capo dei servizi segreti, è stato nominato vicepresidente al termine di una riunione convocata da Mubarak per fronteggiare la crisi. L'incarico di formare un nuovo esecutivo è stato affidato al ministro dell'aviazione civile, Ahmed Shafik.

Nel frattempo, Ahmad Ezz, uno degli uomini d'affari più in vista del paese e segretario aggiunto del partito di Mubarak, il Pnd, si è dimesso e stando ad indiscrezioni starebbe pensando di fuggire all'estero. Già a Londra sarebbero inoltre, stando sempre ad Al Jazeera, i due figli e la moglie di Mubarak. La notizia è stata però smentita dalla tv di Stato.

Tutte mosse che gli Stati Uniti, sino ad oggi alleato fondamentale dell'Egitto, bocciano però come un'inutile melina. Le autorità egiziane, sostiene con un messaggio su Twitter il portavoce del Dipartimento di Stato americano, P. J. Crowley, "non possono semplicemente mescolare le carte e rimanere fermi". "E' ora che Mubarak - aggiunge Crowley - dopo aver parlato di riforme, faccia seguire fatti concreti alle sue parole". Un concetto già espresso in modo esplicito ieri dal presidente Barack Obama. Giudizio simile a quello espresso da Mohamed ElBaradei, premio Nobel per la pace e figura chiave dell'opposizione egiziana. Le nuove nomine ai vertici egiziani, ha sottolineato, sono solo una mossa "per prendere tempo" perché in realtà serve un governo di unità nazionale e "la presidenza non deve essere in mano ai generali ma deve essere eletta dal popolo".

La giornata. Alle 16 ora locale (le 15 in Italia) è scattato il nuovo coprifuoco ma in piazza Tahir, al Cairo, sono ancora decine di migliaia i manifestanti che inveiscono slogan contro Mubarak. La piazza, epicentro delle manifestazioni di protesta di ieri 2, è circondata dai blindati dell'esercito egiziano. Al Jazeera riferisce di un nuovo assalto della folla al ministero dell'Interno, con la polizia che ha aperto il fuoco. Nello scontro sarebbero rimaste uccise tre persone. La tv satellitare riporta anche di scontri a fuoco nei pressi della zecca della Banca centrale d'Egitto e di una folla di dimostranti in marcia verso la sede della televisione pubblica.

L'atmosfera resta molto tesa e i manifestanti sembrano intenzionati a ignorare il coprifuoco, nonostante gli appelli dell'esercito. Attraverso la tv di Stato, i vertici militari hanno chiesto alla popolazione di evitare gli assembramenti e di rispettare il coprifuoco. Rientrato dagli Usa il capo di stato maggiore egiziano, Sami Anan, ieri alla guida di una delegazione militare a colloquio con il Pentagono. Al Jazeera riferisce che l'esercito considera pericolosissimo l'attuale "vuoto di sicurezza": le forze armate assicurano il loro impegno a non fare uso della violenza contro i cittadini, ma di avere ricevuto "l'ordine di usare la mano pesante con chi viola il coprifuoco".

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha assicurato comunque che "non ci sono assolutamente timori per gli italiani" presenti al momento in Egitto. Allo stesso modo la Farnesina precisa che non risultano italiani coinvolti negli incidenti, invitando però chi non avesse urgenza a rinviare eventuali viaggi in Egitto. Alitalia ha tra l'altro comunicato di aver modificato gli orari di una serie di voli per Il Cairo. L'elenco dettagliato è disponibile sul sito della compagnia aerea 3.

Nel corso della mattinata, mentre le autorità estendevano dalle 4 del pomeriggio di oggi fino alle 8 di domani mattina ora locale il coprifuoco nelle città del Cairo, Alessandria e Suez, la folla in piazza Tahir è cresciuta di numero fino a raggiungere almeno le 50mila persone. La polizia ha sparato ed esploso gas lacrimogeni per allontanare un migliaio di persone all'assalto del ministero dell'interno e, successivamente, ha sparato in aria per disperdere un gruppo di manifestanti che tentava di entrare nel Parlamento, secondo quanto riferiscono fonti dei servizi di sicurezza egiziani. Il capo delle antichità egiziane, Zahi Hawass, ha raccontato alla tv di Stato di un tentativo di saccheggio respinto al Museo Egizio. Negli incidenti sarebbero però andate distrutte due mummie di faraoni. Poi la polizia è praticamente scomparsa dalle strade del centro, lasciando ai blindati dell'esercito il presidio delle sedi istituzionali.

Scontri ad Alessandria, Ismailia, Suez. Nel pomeriggio era prevista una nuova manifestazione ad Alessandria d'Egitto, ma i manifestanti sono scesi in strada sin dal mattino e testimoni parlano di scontri e polizia che spara. A Ismailia, città sul canale di Suez, migliaia di lavoratori portuali si sono confrontati con agenti che volevano impedire loro di raggiungere il luogo di lavoro. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma. Cortei in corso anche a Suez.

Incertezza sul bilancio delle vittime. Il ministero della Sanità egiziano parla di 38 morti nelle violenze di ieri, il "Venerdi della collera" inscenato dall'opposizione in tutto l'Egitto: 12 al Cairo, uno a Giza, tre a Porto Said, 8 ad Alessandria, 12 a Suez e due a Mansura. Dati che stridono con le cifre diffuse da altre fonti. Secondo i testimoni sul luogo, 30 corpi, tra cui quelli di due bambini, sono stati portati all'ospedale Damardash. Il corrispondente di Al Jazeera da Alessandria sostiene di aver visto in obitorio i cadaveri di 23 persone. E a Suez la protesta è costata almeno altre 11 vite. Per Al Jazeera, il bilancio provvisorio dei disordini scoppiati in tutto l'Egitto da martedì scorso è di oltre 100 morti.

Infiltrati islamici dalla Striscia di Gaza. A Rafah, alla frontiera con la striscia di Gaza, i dimostranti hanno attaccato la sede della prefettura, secondo testimoni sarebbero stati uccisi tre agenti di polizia. Nella zona circolano inoltre voci riguardanti palestinesi di Gaza che attraversano il valico di Rafah ed entrano in Egitto approfittando dell'assenza dei controlli di polizia. Secondo l'inviato di Al Jazeera, vi sarebbero anche decine di miliziani islamici che, approfittando del caos, si stanno infiltrando in Egitto.

Carceri nel caos. Durante la notte si sarebbe verificata anche l'evasione di centinaia di detenuti comuni dalle celle di sicurezza di alcuni commissariati del Cairo. Secondo l'inviato di Al Jazeera, per alcune ore c'è stato un vuoto nella gestione della sicurezza, in particolare quando la responsabilità è passata dalla polizia all'esercito. L'evasione avrebbe avuto luogo in quell'intervallo.

Mubarak a Re Abdallah: "Situazione stabile"
. A Mubarak giunge invece la solidarietà di re Abdallah, che riferisce di un suo colloquio telefonico con il presidente egiziano. Al sovrano saudita, Mubarak avrebbe detto che in Egitto "la situazione è stabile. Il mondo non ha visto altro che le azioni di alcuni gruppi che non vogliono stabilità e sicurezza per gli egiziani".

Lega Araba: "Politica egiziana cambi". Il segretario della Lega Araba, l'egiziano Amr Moussa, ha detto oggi che "la politica in Egitto va cambiata. Bisogna prendere in considerazione la rabbia del popolo egiziano'". Anche l'Unione africana, per voce del presidente della sua commissione, Jean Ping, in conferenza stampa ad Addis Abeba, si dice "preoccupata" per le violente manifestazioni di protesta e per la situazione politica in Egitto.

Iran: "Egitto, onda islamica di giustizia". Dall'Iran, attraverso un portavoce, il ministero degli Esteri Ramin Mehman-Parast dichiara che le proteste in Egitto sono in linea con "un'ondata islamica" che vuole "la giustizia". "La Repubblica islamica dell'Iran - ha aggiunto il portavoce del ministro di Teheran - si aspetta che le autorità egiziane ascoltino la voce della nazionale musulmana dell'Egitto, vengano incontro alle sue giuste richieste ed evitino il ricorso alla violenza contro questa ondata islamica che si muove con il movimento del popolo".

Ue: "Cessino le violenze". Il presidente dell'Unione Europea, Herman Van Rompuy, ha lanciato un appello perché cessino le violenze in Egitto, siano rilasciate tutte le persone arrestate per ragioni politiche, inclusi i politici, sia fissato un processo di riforme. ''Il rispetto per i diritti fondamentali dell'uomo - dice Van Rompuy -, come la libertà di espressione, il diritto di comunicare, il diritto di riunirsi in assemblee libere come pure l'inclusione sociale sono elementi costitutivi della democrazia che la gente egiziana, in particolare i giovani, stanno cercando di ottenere''.

(29 gennaio 2011) © Riproduzione riservata

venerdì 28 gennaio 2011

Egitto in fiamme, Mubarak mobilita l'esercito

Articolo tratto da Peacereporter (http://it.peacereporter.net)

Coprifuoco al Cairo, Alessandria e Suez dalle diciotto di sera alle sette del mattino

Coprifuoco al Cairo, Alessandria e Suez dalle diciotto di sera alle sette del mattino. E' l'ultima imposizione del presidente egiziano, Hosni Mubarak, per porre un freno alle proteste che da quasi una settimana stanno mettendo sotto assedio il Paese.
Inutili gli sforzi della polizia di sedare le proteste, al punto che Mubarak, in veste di comandante supremo delle forze armate, ha ordinato l'intervento dei militari. Secondo testimonianze ancora non confermate, decine di persone sono state viste salire sui carri armati nelle strade di Suez e i militari egiziani avrebbero aperto il fuoco. Mentre scende la sera, la televisione araba Al Jazeera sta mostrando il centro del Cairo dove colpi di armi da fuoco si susseguono senza sosta. Nella capitale è il caos, così come in altre parti del Paese. Centinaia di migliaia di manifestanti hanno occupato il centro di Alessandria d'Egitto, nella maggior parte della città non si vedono più agenti delle forze di sicurezza egiziane e i manifestanti hanno appiccato un incendio al palazzo sede della provincia, nel centro della città.
Fra quanche ora il rais farà un discorso televisivo. In fiamme anche la sede la sede del partito Democratico Nazionale al Cairo. Ancora non è chiaro se l'ex segretario generale dell'Aiea El Baradei, inizialmente trattenuto dalla polizia, sia in stato di arresto.